giovedì 28 maggio 2009

Fish&Chips, domani!

Ho aperto la finestra e mi è sembrato di essere a Canterbury.
E' stato per via del colore del cielo, della luce, del vento freddino, dell'odore, della casa a mattoncini rossi che si vede dall'altra parte della strada.
In quel periodo là in cui ero a Canterbury la luce e l'odore erano la cosa che mi colpiva di più.
Anche i ragni ora che ci penso, c'erano così tanti ragni che io dopo nella mia vita tanti ragni così non li ho più visti.
Vivevo in periferia, in un quartiere che stava vicino a una delle strade maestre (non so se si dice così) della città. C'erano case quasi tutte uguali e con dei giardini, anche questi quasi tutti uguali. Certe volte mangiavo chips in un fish & chips vicino casa... il pece non lo mangiavo già allora... sopra ci mettevano l'aceto e il sale e non mi ricordo cos'altro.
Avevano, in questo fish & chips, un vaso enorme di uova sode messe sotto aceto e qualche volta ho provato a mangiare anche quelle.
Quella volta lì, nella mia vita, a Canterbury mi sembrava che avevo tutto il tempo che volevo, che il tempo non fosse mai un problema...
Come il giorno prima che inizino le vacanze a scuola, il tempo in quel giorno lì non esiste, è come se fosse già domani.
A Canterbury, per me, era sempre domani.