sabato 23 gennaio 2010

Air, una specie di recensione

Al concerto degli Air c'era un sacco di gente alla fine, però i biglietti per entrare li abbiamo trovati lo stesso.
Vicino c'era il Circo di Mosca con delle case trasportabili bellissime.
Fuori c'erano anche dei Dromedari che pascolavano liberi fra la gente in attesa d'entrare all'Estragon.
Gli Air sono molto stilosi e dal vivo suonano molto di più di quanto immaginassi sentendo la loro musica.
Mi ero immaginata più suoni campionati e sintetizzatori invece avevano un sacco di strumenti vintage e un ottimo tecnico del suono.
Anche le luci erano molto belle, discrete ma davvero belle, soprattutto quelle con i colori più caldi e rivolte verso il pubblico.
Gli Air sono un duo, ma ieri sera avevano anche un batterista per il live.
Loro due comunque erano vestiti quasi uguali con delle camice bianchissime completamente abbottonate. Non hanno parlato molto e hanno fatto anche un po' di umorismo chiedendo se il pubblico riusciva a cantare in francese con loro ma poi hanno cominciato a fischiare, credo che sia un po' una battuta nel loro repertorio.
Come quella della ragazza che ha aperto il concerto.
Ha detto Ieri sera ho suonato a Milano e oggi a Bologna, Bologna è più bella.
Stasera suonano a Roma e i puntini di sospensione sul monitor della Ragazza Spalla saranno compilati in modo da formare la frase Ieri ho suonato a Bologna e oggi a Roma, Roma è più bella. La Ragazza Spalla era una ragazza con il Mac, metteva le sue basi direttamente lì sul palco, con il portatile poggiato su una sedia e cantava.
Per tornare agli Air, hanno suonato meno di 90 minuti, Ma ormai i concerti sono così, tutti dicevano dopo.
Fra la Ragazza con il Mac e gli Air hanno messo Gioca Jouer.
Non me lo spiegavo tanto, ma stamattina ho visto su Wikipedia e ho scoperto che la canzone Gioca Jouer è stata tradotta in Francese, Inglese, Spagnolo e Tedesco nel 2007.
Ci è venuto da pensare che se per sbaglio dovessimo fare un concerto in Francia, cosa molto remota visto che non abbiamo un gruppo e che io non faccio grossi progressi con l'ukulele, potremmo aprire la serata con un pezzo di Plastic Bertrand.


©Cecchetto- Gioca Juer