venerdì 19 febbraio 2010

Chlebnikov, Monop e la Signora

C'è sempre una signora tutta piegata qui, sempre allo stesso posto, sulla strada dove andiamo in giro per librerie.
Sta all'angolo fra il semaforo e Monop.
Mi piace trovarla lì, ma anche mi dispiace.
E' così piegata su se stessa che non le ho mai visto il volto.
Nei prossimi giorni quando passiamo di lì cerco di guadarla.
Secondo me a un bel viso. Un viso come quello di Nonna Ida, la mia bisnonna.
Oggi è successo che non riuscivo a usare bene la toilette pubblica che è nella strada, una di quelle tutte automatizzate, la porta continuava ad aprirsi e dopo, anche quando si è chiusa, avevo paura che si aprisse e tutta la gente che saliva su verso Cluney mi vedesse mentre facevo pipì.
Alla fine comunque è andata bene.
Anche perché un signore è entrato e mi ha spiegato che la toilette non era ancora ingenizzata e che dovevo riuscire, aspettare e poi fare tutto dall'inizio.
Ho fatto la pipì e poi ho preso dei fumetti che sembrano molto interessanti.
Alla Maison Rouge c'era un'opera d'arte che mi faceva davvero paura.
Si entrava in una stanza buia che alternava pareti nere a pareti di specchi, in alto volavano due palloni all'elio che avevano delle luci e delle videocamere legate intorno.
Ti riprendenevano e ti proiettavano sul pallone, che sembravi dentro, e sui muri neri.
Mi è venuta paura che sarai scomparsa da un momento all'altro.
Poi, sempre alla Maison Rouge, si poteva ascoltare, insieme ad altre mille registrazioni, Chlebnikov (non so se si scrive così in italiano) che leggeva le sue poesie, tra cui L'esorcismo del riso.
Non ho capito nulla del testo in russo, ma mi è sembrata meravigliosa lo stesso.