sabato 13 febbraio 2010

I casi della vita

Mi ricordo che una volta, una decina di anni fa, sono salita sullo Stromboli passando dall'Isola di Ginostra.
Da Ginostra non c'è sentiero per salire fin su e arrampicarsi è piuttosto faticoso.
Ora forse il sentiero c'è, mi hanno detto che è arrivata anche la corrente elettrica a Ginostra e questo attirerà un sacco di turisti ora, credo.
Dieci anni fa ancora non c'era nulla, solo candele, lampade a olio e l'acqua da tirar fuori dal pozzo.
Arrampicarsi è stata una di quelle cose che quando finisce, ma anche mentre le fai, sai che non rifarai mai più e le cose che vedi, gli odori che senti, le sensazioni fisiche più strabilianti come quella di camminare con la cenere che ti arriva alle gionocchia, vanno tutte a organizzarsi nel tuo archivo mentale alla lettera M, Mitologia Personale.
La mia amica Elisabetta non era voluta venire e allora sono salita soltanto io con le altre persone.
C'erano due geologi, uno italiano e una messicana che conoscevano la strada per salire, il nipote australiano di uno dei pescatori dell'isola e altri.
Una delle altre ragazze che è salita era la figlia di Bertolaso, mi sembra di ricordare.