mercoledì 25 agosto 2010

Le parole dei cucchiai

Per sbaglio un po' di giorni fa sono entrata in un bar-latteria.
Uno di quei posti che non pensavo esistessero ancora.
Invece esistono.
Non era bello e affascinante e romanticamente decadente come immaginavo.
C'erano formaggi banali e pre-confezionati.
Una pasta sola abbandonata in un vecchio bauletto del pane arrivato direttamente dagli anni settanta.
Unto compreso.
Ho preso un caffè.
La signora mi ha dato un cucchiaino prendendolo dalla parte opposta a quelle del manico (mi accorgo ora che non so come si chiama quella parte là del cucchiaio), poi me lo ha tolto, le sembrava troppo grande, me ne ha dato uno più piccolo sempre con lo stesso gesto e prendendolo dalla, per così dire, punta.
Comunque io il caffé lo bevo amaro e anche se sono schifeltosa è andato tutto bene lo stesso.