martedì 12 luglio 2011

31.Battere le scene

Allora adesso faccio come abbiamo detto in macchina. Faccio come quando ho battuto le scene e ero uno degli amici di Peter Pan anche se a me mi sarebbe piaciuto di più fare Peter Pan.
Quando batti le scene vuol dire che fai il teatro e che ti vengono a vedere e alla fine ti appluadono. Quello che ti succede quando sei dentro al teatro non è per davvero ma non è neanche come le bugie. È una via di mezzo che adesso non so tanto bene spiegare.
Comunque adesso faccio come mi ha detto papà e anche se ci fanno vedere Vik io dico che non lo so chi è quel signore. Per me è facile. Io sono bravo a battere le scene e infatti non ho capito perché non mi hanno fatto fare Peter Pan o Capitan Uncino o il Coccodrillo che mi piacevano di più perché mi si vedeva meglio anche da lontano, tipo all'ultima fila. Forse era perché andavo ancora alla scuola dei piccoli e avevo solo cinque anni. Le mastre alla scuola dei piccoli non sono tanto con l'intelligenza e infatti certe volte proprio gli devi spiegare ogni cosa. Una volta alla scuola dell'asilo ho dovuto dire alla maestra come funzionava che nascevano i bambini perché lei a Filippo gli aveva detto che non lo sapeva tanto bene pure se ce ne aveva uno di bambino nella pancia. Io lo so bene invece come succede che nascono i bambini. Mi sono preso tutte le informazioni perché mi era venuta paura che mamma e papà volevano fare un fratello o peggio una sorella. Avevo saputo che i genitori dopo, a un certo punto, si stancano di te e vogliono un bambino nuovo che magari lo fabbricano meglio, loro pensano. Comunque mamma e papà mi hanno comprato questo libro che si chiama No sotto un cavolo! e io l'ho letto tutte le sere che mi piaceva anche se nelle figure non si vedeva mai bene la faccia delle persone e anche se poi io guardavo solo le figure perché avevo ancora cinque anni e non sapevo leggere bene. I bambini nella pancia della mamma ce li mette il papà perché sono piccolissimi all'inizio e crescono solo quando stanno nella pancia della mamma. Il papà prima li tiene anche lui dentro la pancia e poi li fa uscire dal pisello che papà mi ha detto che è meglio che dico pene anche se a me non mi fa pena ma pene non c'entra niente e non è come fare i plurali a scuola. Così ho capito. Adesso però non è importante che la maestra non lo sapeva dei bambini e non sapeva neanche che io ero bravo a battare le scene. Oggi farò una recitazione bellissima e non mi sento neanche nervoso perché mi piace e poi così ci ridanno nonno, anche se papà non mi ha ancora detto di questo e io faccio finta che non lo so. Non lo voglio agitare papà che poi gli torna la faccia brutta. Mi sono pure rimesso il costume da Invisible SuperGuy e adesso va tutto bene. Con i SuperPoteri posso essere bravissimo con le scene, pure bravo come il film di InvisibleSuperGuy se lo fanno. Papà invece gli tremavano un po' le mani e prima di entrare ha voluto che andavamo a fare una passeggiata nel parco che c'è vicino alla polizia. Ma faceva caldissimo e c'erano tutte le cicale che cantavano e allora siamo ritornati indietro e siamo andati dentro. Papà mi ha stretto tutto il tempo forte la mano perché voleva che gli facevo l'incoraggiamento che lui non è bravo come me a battere le scene. Ma alla fine è stato bravo pure lui e dopo gli hanno fatto firmare tutti i fogli e ci hanno detto che potevamo andare via. Mi hanno trattato bene e mi hanno dato due volte la coca cola da bere. Avevo pure provato a chiedere le patatine fritte con la senape ma papà non ha voluto che le chiedevo e la polizia non me le ha portate. L'unica cosa che mi ha fatto dispiacere è che Vik non mi vedeva che era chiuso in un'altra stanza e io lo vedovo nella televisione per dire che non lo conoscevo. A Vik secondo me gli piaceva vedere come battevo le scene e mi diceva pure bravissimo se mi vedeva.