lunedì 9 novembre 2009

Luci della ribalta

Mi sono ricordata che da bambina adoravo la luce del forno, specialmente quella del forno di mia nonna paterna che era un forno orginale anni '50, enorme e azzurrino.
Poi adoravo anche il frigorifero gigante, con il pedale per aprire e anche lì la luce.
La luce negli oggetti, da piccola, mi faceva impazzire.
L'idea di poter illuminare qualcosa da dentro mi sembrava una specie di magia.
Volevo accendere la luce del forno anche quando non c'erano torte da cucinare.
Escogitavo continuamente metodi per tenere la luce del frigo accesa anche quando si chiudeva la porta, cercavo di bloccare il pulsantino proteggendolo con i tubetti di pasta d'acciughe o con il barattolo d'olive.
Venivo sgridata spesso da piccola.

©The Belgian Waffles - Cake

domenica 8 novembre 2009

Una Signora Russa

Stamattina sono stata a comprare il giornale e ne ho approfittato per fare un giro in libreria.
Ho comprato due libricini dei Peunuts e un libro che sembra interessante, almeno interessante per me in questo momento, Gli Incubi di Hazel di Leander Deeny.
Poi dovevo passare al distributore automatico e una signora che veniva sotto il portico mi ha detto Guarda là e ha indicato per terra vicino ai miei piedi.
Per un momento ho pensato fosse il cucciolo di un cane, ma la triste realtà è che era un topo enorme che entrava e usciva dalle grate per l'acqua di scolo.
Credo che la fogna si stesse allagando perché era tutto zuppo.
Io non gli facevo per nulla timore perché mi passava molto vicino.
Io ho la fobia dei topi, nel senso che non ho solo paura. Ho proprio un terrore incontrollabile.
Mi sono impietrita e ho spalancato la bocca, mi sono venuti tutti i brividi nella testa.
La signora era gentile, si è messa a ridere e poi a detto che Topo grande, ma io visto anche di più grande.
La Signora era Russa e si è offerta di accompagnarmi se volevo continuare ad andare nella mia direzione ma io sono voluta tornare indietro, verso casa.
Lontano dal topo.
La Signora Russa mi ha detto che se lo sapeva non mi diceva niente.
La Signora Russa parlava proprio come la mia amica Russa, Ioulia.
Ioulia e io ci vediamo in media una volta ogni due anni e per un anno buono di questi due perdiamo completamente le tracce una dell'altra.
Ora è quell'anno.
Ioulia è sempre in qualche parte del mondo diversa.
Poi arriva in Italia oppure ci vediamo in qualche paese europeo e stiamo insieme per un po'.
Il modo di stare insieme non è mai cambiato finora.
E' sempre come quel giorno in cui ci siamo conosciute a Parigi.
Non lo so che modo è, però mi piace.
Mi fa ridere molto.

sabato 7 novembre 2009

Vivere con il resto

Questa cosa che Vik e Missy rapinano nelle banche mi sembra pericolosa perché loro che non hanno i Super Poteri e non conoscono nessuno che ce li ha tranne me e che li può salvare se arriva la polizia.
Vik e Missy non sono miei amici perché adesso è poco che ci siamo inconosciuti e loro non mi hanno mai invitato a casa loro per giocare. Hanno rubato tre valige con dentro tutti i soldi di carta e ci hanno dovuto rapire per scappare.
Io penso che quando sono grande vivo con il resto. Tanto non mi serve avere tanti soldi e poi non so dove metterli tanti soldi che io ho solo una valigia piccola e lo zaino della scuola. Se poi li metto nelle banche succede pure che li rubano e allora io i soldi, ho deciso, che li tengo tutti nel portafoglio. Ogni volta ne do un po' per comprare le cose e poi con il resto compro le altre cose che mi piacciono. Basta stare attenti a non comprare cose che costano tanto troppo, che ne so, i videogiochi o la pizza super gigante, che poi dopo non ti danno più il resto e allora non puoi più comprarti niente, nemmeno i fumetti di Invisble SuperGuy!
Comunque adesso che mi sono venuti i Super Poteri non sono più preoccupato per l'invenire come dice mio padre, perché nell'invenire posso sempre usare la pistola a Raggi Y oppure altri Super Poteri che ancora devo bene discoprire. Se hai i Super Poteri non ti devi preoccupare di niente e infatti io non sono preoccupato che ci hanno fatto il rapimento.
Mamma prima ha detto a papà che dobbiamo trovare un modo di scappare, ma poi si è avvicinata Missy, che era andata a comprare i panini, e mamma non ha più detto niente e mi ha fatto il gesto di stare zitto che mi fa sempre e a me mi fa diventare su tutte le furie che io parlo quanto mi pare. Comunque dopo che ci siamo mangiati i panini Vik ha rimesso l'imbavaglio a tutte e due, così adesso mamma deve stare zitta per forza e io sono contento.
Vik non me lo mette a me l'imbavaglio perché dice che sono un bambino e che è meglio di no, ma io lo so che lui ha paura che sparo con la mia Pistola a Raggi Y e lo ammazzo. Gli ho detto del nonno e lui si è tutto intristato perché gli è venuta paura.
Anche Missy si è intristata e mi ha detto di non pensarci e io non ho capito bene a che cosa non devo pensare, forse gli è venuta paura che la sparo. Comunque a Missy non la sparo che mi ha comprato il panino con la porchetta e mi ha fatto mettere anche la senape e le patatine fritte dentro.

venerdì 6 novembre 2009

Hamachi

A me mi vengono queste passioni qua, così, all'improvviso.
Ora sono diventata una fan dell'Hamachi che è un pesce con le pinne gialle che in Giappone usano per il sushi e che forse vuol dire Pesce Burro e che in inglese si chiama Yellowtail ma che io adoro perché è nel film di Yatterman di Takashi Miike.
Ecco, se devo dire oggi cosa mi farebbe piacere, ma proprio tanto da andare giù di testa, sarebbe un Hamachi tutto colorato e di latta.
Mi piacerebbe uscire di casa per andare al supermercato e al ritorno trovare il mio Hamachi sul tappetino della porta, oppure che me lo portasse Babbo Natale e lo lasciasse sempre sul tappetino della porta il 25 dicembre.
Ora non so se succede.
Nel frattempo l'immagine sopra serve per costruirsi uno Yatter Pelican, basta cliccarci sopra per ingrandirla, stamparla e seguire le istruzioni che si trovano qui.

giovedì 5 novembre 2009

Le risposte che non abbiamo

Capita che certe volte inziamo a parlare di cose che non sappiamo e poi continuiamo e alla fine rimaniamo con un sacco di domande che non hanno risposta.
Ieri ci chiedevamo da quanti legumi e cereali si ottine la farina e poi con quante farine si fa il pane e perché il pane lo fanno praticamente in tutto il mondo e come hanno iniziato a fare il pane e poi come mai in giappone invece usano il riso e non il pane, dipende dal fatto che usavano le bacchette e non avevano bisogno di qualcosa che li aiutasse a prendere il cibo?
Ecco, ci siamo chiesti tutti queste cose a cena.
Siamo imbattibili con le domande in questa casa.
Bravi quasi quanto un bambino di cinque anni.

mercoledì 4 novembre 2009

Fumetti & Influenza

Oggi lavorerò poco che devo riprendermi dagli ultimi giorni di febbre, soprattutto ieri che mi sentivo uno schifo e ho passato la giornata come un vegetale. Ne approfitterò per stare in casa al caldo e a leggere i fumetti presi a Lucca.
Nella confusione e nello stordimento influenzale non ho capito se è uscito il secondo Fantomas di Bernardi e Catacchio, io spero proprio di sì, così appena mi rimetto posso procurarmelo in libreria.
Dimenticavo il mio rat-man da fiera che acquisto sempre appena arrivo e che leggo subito la prima sera andando a dormire. Questa volta ci ho messo due sere a causa della stanchezza e del raffreddore.
Ora ho un nuovo mito, il Dottor Pupazzo di cui non posso dire di più che poi non è bello leggere Rat-Man 75.

lunedì 2 novembre 2009

Antipatie

Ieri sera alla stazione centrale di Prato una bambina mi ha tirato per il cappotto mentre consultavo un tabellone.
Avrà avuto quattro anni e mi ha detto Scusa, che mi puoi far salire là sopra? (là sopra era sul davanzale di marmo della vecchia biglietteria, a circa un metro da terra). Le ho detto di no e che poi non poteva scendere e lei mi ha detto Guarda che ho le gambe lunghe, sono grande, prima un signore mi ha messo, mi puoi mettere anche tu?
Quando le ho spiegato di nuovo che non potevo e che avevo paura si facesse male e le ho chiesto se mi faceva vedere dove era sua madre si è arrabbiata, mi ha guardato malissimo e mi ha chiesto Ma io ti sono antipatica? Non mi vuoi mettere lì sopra perché ti sono antipatica? Dimmelo, ti sono antipatica, è vero?!
Alla fine l'ho convinta a ritornare dalla madre che era una decina di metri più lontana e parlava al cellulare.
Non l'ho proprio convinta, l'ho salutata e le ho detto che dovevo prendere un treno, è rimasta a guardarmi per un po' e poi è corsa via.
Sono tornata da Lucca con l'influenza, mi trasformero in un maiale?
Se così fosse mi piacerebbe tantissimo essere come la Signorina Piggy!

venerdì 30 ottobre 2009

Per i prossimi giorni

Non aggiornerò il blog.
Ne approfitto per lasciar su una cosa un po' lunga.
E' un racconto.

DIREZIONE OBBLIGATA - DIVIETO DI SVOLTA A DESTRA

Bologna 16 dicembre 2012
Caos
Ieri c'era un caos tremendo in strada, abbiamo dovuto tenere tutto il giorno le finestre che affacciano su via Mascarella chiuse.
Non abbiamo neanche potuto far cambiare aria alle stanze e a me è venuto male alla testa.
Forse non è stato furbo iniziare la sperimentazione con le automobili.
I primi giorni sono sempre più difficili e il traffico è andato praticamente in tilt.
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Bologna 17 dicembre 2012
Godzilla & Pop Corn
Le bici se la cavano meglio. Ho visto un signore cadere sotto il portico e un bambino di cinque anni investire con la sua bicicletta una vecchia con un cappotto enorme che portava fuori il cane. In generale però mi sembra che vada meglio che con le auto.
Siamo rimasti in casa anche oggi per via di alcuni lavori da finire e della neve.
Abbiamo anche guardato un nuovo film di Godzilla, uno di quelli con i bambini in cui Godzilla è buono e salva la terra. Abbiamo mangiato pop corn con il burro e il sale.
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Bologna 18 dicembre 2012
Dicembre
Mi ha chiamato mia madre e mi ha detto che ha Roma fa caldo e che non sembra per niente dicembre. Ho pensato che questa storia qua, della Direzione Obbligata, mi ricorda quella di quel racconto che andava di moda qualche anno fa e che io avevo letto una volta che era dicembre ma c'era caldo.
Nel racconto, a un certo punto, diventata vietato il marrone, qui a un certo punto è diventato vietato svoltare a destra.
Dicono che sia una questione di ordine pubblico e che basti abituarsi per trarne giovamento, io non so. I Supermercati più vicini sono tutti alla destra uscendo dal portone e ora per raggiungerli devo fare il giro dell'isolato e per tornare a casa è un delirio. A Bologna non ci sono neanche nata e per me è difficilissimo.
Oggi mi sono persa tre volte prima di tornare a casa con un pacco di pasta, sette mele rosse e delle lenticchie per la minestra.
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Bologna 20 dicembre 2012
La vita in Technicolor
Ho conosciuto una ragazza che vende delle stampe bellissime, si chiama Isabella. Le stampe sono tutte delle riproduzioni di vecchi film orientali e in technicolor, praticamente estetica giapponese anni sessanta-settanta come se piovesse! Il negozio è in Via delle Belle Arti, in fondo, dopo l'Accademia. Ci passo davanti tutti i giorni per andare a comprare il giornale.
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Bologna 21 dicembre 2012
Io c'ero!
Oggi è l'anniversario di matrimonio dei miei genitori che si sono sposati il 21 dicembre 1975. Quando loro si sono sposati c'ero anch'io, stavo nella pancia di mia madre ma c'ero.
Non so se mi piace questa cosa qua di vivere nella città pilota del Progetto Statale Direzione Obbligata. Perdo un sacco di tempo per spostarmi e non riesco mai a lavorare come vorrei.
Per fortuna il bar di Modo è vicino e a sinistra, così posso andare a bere gli aperitivi. C'è un sacco di gente nuova che prima non la vedevo mai da Modo. Prima penso che andavano in altri posti, ma ora invece è diventato più comodo venire da Modo.
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Bologna 4 gennaio 2013

Felici e Contenti
Hanno detto alla radio che la Sperimentazione è andata bene e che ora si passa a una Direzione Obbligata Permanente. Il Sindaco è contento e anche il Presidente del Consiglio.
Le persone secondo me non tanto.
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Bologna 5 gennaio 2013
Arancione, verde, giallo, rosso...
Piove continuamente e questa cosa mi deprime.
Stiamo prendendo le gocce di iperico e ho cominciato a cucinare solo cose molto colorate: carote, peperoni verdi, risotto allo zafferano, crema di radicchio rosso.
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Bologna 11 gennaio 2013
Party Time!
Non riesco a scrivere molto sul blog, non riesco a scrivere molto in generale.
Questo non è un bene perché c'è l'affitto da pagare. Oggi per fortuna il cielo è azzurro azzurro e il sole è bellissimo.
C'è stata una festa in strada ieri sera, c'era un sacco di gente, praticamente tutti quelli che abitano in via Mascarella sul lato sinistro partendo da via Irnerio e andando verso le torri.

Bologna 12 gennaio 2013
Mothra, il gatto
Abbiamo adottato un gatto e lo abbiamo chiamato Mothra, il mio mostro preferito. Non abbiamo tanta confidenza con i gatti perché siamo un po' abituati con Africa la Cagna Scema che è rimasta a vivere a Roma. Mothra rischiava grosso con la cosa che se ne andava sempre in giro per la strada svoltando a destra.
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Bologna 15 gennaio 2013
Anche no
Le persone mi sembrano piuttosto scontente. Con il fatto che bisogna camminare tanto per andare in qualsiasi posto ora c'è sempre un sacco di gente in strada e ci si ferma a parlare di più. Nel nuovo supermercato dove abbiamo cominciato a fare la spesa perché è più comodo arrivarci, c'era un cartello che diceva Direzione Obbligata, anche no. Grazie.
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Roma 18 gennaio 2013
Mothra Vs Africa
Adesso che siamo a Roma ho chiesto in prestito l'auto a mio padre perché volevamo andare a fare un giro al Centro Commerciale. Qui la Direzione Obbligata riguarda il Divieto di Svolta a Sinistra e io ho fatto un gran casino.
Alla fine un signore della vigilanza mi ha detto che era meglio se tornavo a casa perché stavo dando fastidio e creavo dei problemi.
È stato meglio così. Sul giornale ho letto che se vivi a Bologna la tua patente di guida è valida solo lì proprio per evitare questo genere di problemi. Se facevano un controllo prendevo una multa. A Mothra non piace la Cagna Scema e hanno litigato tutta la notte. Africa ha dormito con noi nel letto e Mothra sull'ultimo scaffale della libreria.
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Roma 19 gennaio 2013
Pomodori
Mia nonna mi ha regalato una fotografia di quando ero piccola. Ci sono io di quattro anni in giardino che sto con mio nonno. Lui ha una zappa grande e io una zappa piccola che lui mi aveva fatto costruire apposta. Stiamo facendo le buche per mettere le piante di pomodoro.
Ci somigliamo un sacco in quella foto.
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Bologna 21 gennaio 2013
Valige
Ho preso la febbre. Qui fa freddissimo e quando siamo tornati in stazione non c'erano taxi. Abbiamo dovuto camminare per quasi sette chilometri con questa storia della Direzione Obbligata e quando è cominciato a piovere a me faceva già male la gola e mi è venuto un po' da piangere.
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Bologna 27 gennaio 2013
Cinque anni, again
Adesso mi viene da piangere spesso. Non lo so perché, però mi sento che ho le crisi esistenziali come quando avevo cinque anni e avevo scoperto che si moriva oppure che ho la depressione come quando facevo psicoterapia.
Un signore al bar oggi diceva a un suo amico che a lui, adesso, gli sembra che va tutto male e che Una vita così, dì mo, se te lo immaginavi che succedevano pure 'ste cose qua.
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Bologna 12 marzo 2013
Il Dottor C. mi ha detto che...
Non ho più aggiornato il blog perché mi sentivo un po' sempre di cattivo umore e non mi andava di fare niente. Ora però va meglio. Ho parlato spesso al telefono con il mio ex-psicoterapeuta e mi ha detto che non sono depressa e che è per via delle Direzione Obbligata che mi sento così, che anche gli altri si sentono così.
Allora ho pensato io, possiamo parlarne con le altre persone e capire che si può fare.
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Bologna 13 marzo 2013
Questa è la primavera del nostro scontento
Adesso di nuovo per un po', non so quanto, non potrò aggiornare con dei nuovi post. Ho saputo che qui da Modo si vedono delle persone che anche loro pensavano di essere depresse e poi hanno saputo che non sono depresse, ma che è tutta colpa della Direzione Obbligata.
Si vedono tutti i lunedì sera e se tu vai ti chiedono di non scrivere sui forum o sui siti o sui blog perché è meglio di no per certi motivi di sicurezza.
Mothra ora che sta arrivando la primavera è felice.
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Bologna 24 giugno 2013

Su, giù, destra, sinistra
Adesso a Bologna è successo che hanno tolto la Direzione Obbligata e che per un po' non la rimettono, secondo me.
Tutte le persone si sono messe d'accordo e da un giorno all'altro hanno ricominciato a girare anche a destra e nessuno le ha potute fermare.
Le persone si sono un sacco conosciute meglio con questa storia che c'era la Direzione Obbligata e che bisognava stare tanto in strada per andare nei posti e che, certi posti, erano diventati più facili da raggiungere di altri e allora potevi conoscere qualcuno che non avevi mai visto.
Alla fine si sono tutti conosciuti e secondo me, il Presidente del Consiglio, questa cosa qua, non se l'aspettava tanto e c'è rimasto male.
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Sabbatico

Prima di diventare troppo vecchia vorrei almeno un anno sabbatico nella mia vita.
Un anno fatto solo di sabati.
Stasera invece si va a Lucca e a partire da domani, per due giorni, potrete trovarmi qui, qui e qui.

giovedì 29 ottobre 2009

Empireo

Una signora con cui parlavo oggi diceva sempre Empireo.
Non avevo mai sentito qualcuno usare così spesso la parola Empireo.
Intendo qualcuno che non parlasse di Dante.
Se uno dice Empireo e Divina Commedia nella stessa frase allora non vale.
La vignetta sopra è dei Mirabolanti Fratelli Mattioli.

mercoledì 28 ottobre 2009

Budrio

Alla radio intervistavano il sindaco di Budrio.
Ora io avevo molto sonno e in realtà non so bene neanche dove sia Budrio rispetto a Bologna.
In ogni caso il Sindaco di Budrio ha detto che lui adesso, quel tale là, che non paga l'affitto e non si comporta come un buon padre di famiglia perché anche se ha un lavoro non ci va a lavorare, ecco lui adesso, il Sindaco di Budrio, lo va a prendere a casa la mattina e lo accompagna al lavoro, a quel tipo là.
Mi è venuta paura che stasera passa Del Bono a casa e mi rimette la sveglia alle sei così la smetto di dormire troppo e di perdere tempo.

martedì 27 ottobre 2009

L'invasione delle Blatte

Nelle ultime settimane mi è capitato tre volte d'essere in fila alla cassa del supermercato che è qui di fronte e di sentire delle signore parlare del problema blatte in Via Mascarella.
Ora io, del Problema Blatte, non ne sapevo assolutamente nulla! Non sapevo neanche esistesse un Problema Blatte in Via Mascarella!
Si parlava con toni allarmistici di infestazione.
Poi ieri mi hanno lasciato nella cassetta della posta un curioso opuscolo di un negozio (ma non so se è più giusto chiamarlo ufficio) in Via del Borgo che si occupa di bonificare gli appartamenti invasi dalle blatte.
Ecco, io oggi, se devo dire una cosa che mi fa paura sono le blatte.
Oggi avverto come reale e imminente il pericolo d'essere invasa dalle blatte.
Una colonia di Blatte che si prende la nostra casa e ci caccia via.
In un momento di cospirazionismo acuto mi è anche venuto in mente che potrebbe essere tutta opera dell'Ufficio Anti Blatte in Via del Borgo oppure dei Servizi Segreti Deviati.
Degli Anarcoinsurrezionalisti invece no, loro adesso non sono più tanto di moda.

lunedì 26 ottobre 2009

Per Natale

Esce l'antologia di racconti della casa editrice Cooper che si chiama Natale in Casa Cooper.
Ci sarà dentro anche un mio racconto, Fattura numero 14.

domenica 25 ottobre 2009

Aperitivi

Allora così, senza un motivo, ho preso le ciotole colorate e ho preparato un aperitivo.
Non aspettiamo ospiti. Gli ospiti in un certo senso siamo noi.
Ci siamo autoinvitati.
Mi piace avere una casa mia perché se la facevo quindici anni fa una cosa così, mia madre mi diceva Ma te quando cresci?!

©Red Hot Chili Peppers - They're Red Hot

sabato 24 ottobre 2009

Provolino

Ho scritto una specie di racconto di fantascienza, credo.
Non sono tanto sicura perché con i generi faccio sempre un gran casino.
La cosa più importante è che ieri mi hanno detto che esisteva Provolino e io non sapevo chi era.
Poi ho controllato e ho scoperto che Provolino è un pupazzo che quando trema per l'emozione gli tremano anche tutte le orecchie. L'ho visto su youtube che cantava 44 Gatti con Mina.
Mi sono ricordata che quando avevo cinque anni per tre giorni della mia vita ho voluto diventare ventriloqua e che mia madre, il terzo giorno che parlavo senza aprire la bocca, mi ha detto che poteva anche bastare, che non mi si capiva bene come credevo e che era meglio per tutti se smettevo di esercitarmi.
Non so se proprio il giorno dopo o qualche settimana dopo, però comunque di lì a poco mi era venuto in mente un altro lavoro bellissimo da fare nella vita, la lanciatrice di lazo.
All'ora di merenda c'era Wonder Woman in tv.

venerdì 23 ottobre 2009

Vetri

Oggi un mio amico argentino ha detto che i vetri della sua automobile erano sudati.
Volevo dirgli che si dice appannati in italiano ma poi mi è sembrato così bello che i vetri fossero sudati che non l'ho fatto.
La parola appannato in italiano a me fa pensare alla panna anche se in teoria deriva da panno inteso come strato o pellicola.
Comunque ora questa cosa l'ho scritta sul blog e il mio amico, secondo me, non dirà più sudati per i vetri.
Un po' mi dispiace.

©Joan Baez & Mercedes Sosa - Gracias A La Vida

giovedì 22 ottobre 2009

Lepre Marzolina e Conigli Pasquali

Al Radiogiornale parlavano di qualcuno che era una lepre marzolina, in senso metaforico credo.
Comunque mi sono accorta di non sapere perché si dice lepre marzoliana e cosa veramente significhi.
Per me lepre marzolina è una lepre che esce dalla tana con la primavera e se ne va allegra per i campi a incontrare altre lepri e poi torna nel nido e mette mel mondo le lepri piccole.
Penso che anche il Coniglio Pasquale sia la stessa cosa.
La Pasqua infatti è quasi sempre a primavera.
Secondo me la lepre marzolina c'è anche in Alice nel Paese delle Meraviglie, oltre al Coniglio Bianco, ovviamente.
Direi quindi che il cerchio si chiude.

mercoledì 21 ottobre 2009

Qui è bello

Mio nonno e io parlavamo della morte qualche giorno fa.
I vecchi credo che ne parlino tutti tantissimo.
A un certo punto ha guardato il suo giardino che era pieno di sole e che cura con mia nonna tutti i giorni da una sessantina d'anni e mi ha detto Però mi dispiace, qui è bello.
Siamo comunque rimasti d'accordo che a Natale ci vediamo.
Si è un po' risentito che gli facessi delle raccomandazioni.
Mica sto per morire! mi ha detto.
Mi sono sentita una deficiente.

martedì 20 ottobre 2009

La teoria del complotto

Adesso a Bologna tutti si sono messi a mangaiare i ceci e non se ne trovano quasi nei supermercati.
Oppure c'è un tentativo di sabotaggio da parte dei distributori perché non hanno avuto il rinnovo del contratto e nessun aumento salariale. Consegnano la merce ma tengono stipate nel camion le scatolette di ceci in segno di protesta.
Mi è venuto anche il sospetto che sia tutto un trucco per vendere lenticchie.
Secondo voi perché le lenticchie, di qualsiasi marca, costano sempre tra i due e i quattro centesimi in meno di una scatoletta di altri legumi?
Piselli, ceci e fagioli in scatola hanno un costo, le lenticchie sempre un prezzo lievemente inferiore. Siamo un paese di mangiafagioli.
Ecco perché.

lunedì 19 ottobre 2009

Pino

In questi giorni non sono riuscita a scrivere sul blog.
Non sono riuscita a scrivere in generale.
Appena mi mettevo a pensare a qualcosa mi addormentavo.
Abbiamo disegnato uno story board per un nuovo progetto, cenato con amici, riempito di feste la Cagna Scema, comprato l'iperico, preso sole ancora caldo sul terrazzo bianco.
Sono arrivati anche due dvd in regalo.
Ieri mattina poi, alle sette, un signore con le cuffie per non sentire il rumore, una motosega in mano e che cantava a squarciagola Quel Mazzolin di Fiori, era sollevato a quattro metri da terra da un montacarichi (non so se si chiama così e neanche se si scrive così, devo controllare) e si affacciava praticamente sul nostro terrazzo.
Tagliava i rami del pino più vicino alla casa.
La Cagna Scema non l'ha presa bene, siamo dovute uscire e stare fuori un paio d'ore.
Neanche io l'ho presa bene, era domenica ed eravamo andati a dormire alle tre la notte.
Il Signore con la motosega m'incuteva un certo timore.

giovedì 15 ottobre 2009

Ornitorinco Giallo

Ho scoperto solo qualche giorno fa che esiste la funzione più estetica del mondo su google!
Puoi cercare le immagini con un colore predominante, così, se hai per esempio un blog verde come il mio, puoi subito sceglire dei buoni colori, dei colori che stiano bene.
Questa cosa è fantastica.
L'unico rammarico è che non ci sono (ma credo e sperso sia solo questione di tempo) le sfumature, non so, a me piacerebbe un ottano, un vermiglio o un ocra.
Ora cercherò Ornitorinco e sceglierò un tono prevalente verde oppure giallo, vediamo che succede...
Ho trovato questo e dopo più di un anno ho scoperto che questa striscia, che leggevo nella free-press portoghese, è in realtà Brasiliana, ma soprattutto l'animale protagonista è un Ornitorico.
L'Ornitorrinco Suicida .
Io adoro le opzioni apparentemente inutili di google!

mercoledì 14 ottobre 2009

Johnny Bassotto

Mi sono tagliata i capelli e abbiamo inventanto delle canzoni sceme in cui luanina faceva rima con cretina.
E poi abbiamo anche ripensato a questa canzone qua

©Lino Toffolo - Johnny Bassotto
The video has been realized by Guido Manuli

lunedì 12 ottobre 2009

90

Oggi un signore di novant'anni che si chiama Antonio mi ha detto delle cose sulla vita, sulla guerra, sul fare l'amore di nascosto e soprattutto sulla morte che io, ora, ho la testa piena di parole da mettere in fila.
Quando hai novant'anni puoi parlare di sesso senza pudore.
Antonio ha detto che sono anche troppo magra e che è meglio se ingrasso e anche che non devo portare il cappello perché mi fa sembrare brutta.

domenica 11 ottobre 2009

Dire Fare Baciare...

Ci sono cose che non si possono dire.
Come si fa a spiegare a qualcuno come s'indossa una cuffia in silicone correttamente senza strapparsi tutti i capelli?
Non si può.
Io ho imparato a tre anni, ma non lo so dire.

©David Bowie - There Is A Happy Land

sabato 10 ottobre 2009

Nobel

Obama ha vinto il Nobel, non so dire se meritava o meno il premio, però per me ha fatto un bel discorso.
Mi è venuta una curiosità, come festeggiate il compleanno di Bo in famiglia, Signor Presidente?
Io alla mia cagna scema compro della Pizza Margherita quando voglio che sia felice.
Certe volte le prendiamo anche Premio di Cane tutto naturale, ma a lei non piace tanto e abbiamo smesso di comprarglielo.
Abbiamo provato anche con uno Stick-Salami Made in U.S.A. che le è piaciuto, ma nulla rispetto alla Pizza.
Nei momenti di forte insicurezza ci ritroviamo a pensare che la nostra Cagna Scema ci baratterebbe per una Margerita e un paio di Supplì.
Sarebbe in ogni caso divertente.
Forse... non so.

venerdì 9 ottobre 2009

Finalmente l'ho capito

Che io adoro l'estetica giapponese fra gli anni cinquanta e gli anni settanta.
Da questo punto di vista Godzilla Vs Gigan è un vero capolavoro.
Senza contare che Godzilla parla attraverso dei Balloon poi letti in voice over.
Dice una cosa bellissima, Andiamo! E' il segnale di andata!
Putroppo poi ho scoperto che avevo capito male la prima volta e che Godzilla diceva solo Andiamo! E' il segnale d'adunata!
Di andata sarebbe stato più bello.
Anche se non lo so spiegare questa cosa c'entra con il fatto che una volta, per sei mesi, a Roma, sul lungomare di Ostia, avessero aperto un Dunkin' Donuts e io ci andavo perché mi sembrava d'essere in Giappone.
In Giappone ci sono un sacco di Dunkin' Donuts nella mia immaginazione e credo anche nella realtà.
E' come andare da Starbucks per sentirsi a Mosca.

giovedì 8 ottobre 2009

Club del Cucito 1 - Italia 0 (il finale)

Il Signore della Bacheca si chiamava Giordano e aveva i capelli tinti di biondo.
Sembrava totalmente capace d'intendere e di volere e non aveva fatto nessuna domanda difficile a Matilde!
Giordano avrebbe rimesso tutte le cose al loro posto. Si fece raccontare del laboratorio mentre cercava le puntine per appendere la locandina.
Era curioso e interessato.
Bene!
Matilde era contenta, avrebbe potuto non odiare così tanto i vecchi e si sentiva disposta a ritrattare tutte le cose tremende che aveva pensato in quelle ultime tre ore e venticinque minuti.
Compresi modi cruenti e raccapriccanti con cui perpetrare un omicidio multiplo.
Non si può dire di preciso cosa accadde dopo.
Forse fu un eccesso di zelo o semplicemente la solita Italia con le sue lobby di potere e le sue gerarchie occulte.
Giordano disse che forse le Signore del Cucito potevano essere interessate, che Matilde avrebbe potuto fare con loro una lezione di prova, che giovedì sarebbe stato l'ideale.
Andarono nel cortile a cercare la Gentilissima Signora Caterina.
Piena di sorrisi e di ori sparsi ovunque sul corpo, la Gentilissima Signora Caterina, ascoltà tutto e annuì molto.
Smise d'annuire quando Giordano nominò il Cucito e tutte le sue Piccole Sartine.
Matilde divenne il male assoluto. Il nemico da combattere e sconfiggere.
Se le Piccole Sartine si mettevano in testa di raccontare le loro storie sarebbe stata la fine!
Dopo chi le faceva tornare con l'ago in mano e la testa china?
No, no, non si poteva fare.
Mi dispiace ma no. E' meglio che non perde il suo tempo. Mi dispiace ma qui non interessa a nessuno.
Giordano abbassò la testa sconsolato.
Era desolato, sinceramente dispiaciuto per la sorte di Matilde ma se La Regina delle Piccole Sartine diceva meglio di no, era meglio di no.
Giordano le passò la locandina e tenne le puntine per sè.
Matilde aveva perso.
Uno a zero per il Club del Cucito.
(FINE)

mercoledì 7 ottobre 2009

Broker

Stamattina, al bar, mentre mangiavo un dolcetto e bevevo il caffè, il signore del bar e un signore che era vestito da cacciatore e forse era un cacciatore, parlavano di borsa e di azioni.
Dì, mo'... che se non sai le commissioni come le rivendi lo stesso giorno!
Eh, le rivendo sì, mo'...
Che poi così crolla la borsa!
Si dicevano così.

martedì 6 ottobre 2009

Dopo la smetto...

Di raccontare sempre dei piccioni.
Piccione Figlio è grande e occupa tutto il nido ormai.
Il Padre Piccione sta sulla grondaia appena sotto e lo guarda.
La Madre Piccione sta sul cornicione appena sopra e lo guarda.
Forse lo cacciano di casa domani.

lunedì 5 ottobre 2009

Run Out

Oggi così tante cose che non ne so dire.
Ne dirò domani, forse.
Stasera riso con funghi e zafferano.
Ho scoperto che mi piace dire run out.
La mia insegnante d'inglese ancora non lo sa.

domenica 4 ottobre 2009

Selvaggio

Poi adesso non lo so che mi è preso, che forse mi è venuto una specie di Richiamo della Natura.
Lo dicevo anche a mia madre al telefono prima, che io adesso, in questi giorni qua, con il sole voglio stare fuori che proprio non ci riesco a stare in casa.
Allora mi invento tutte le scuse per stare fuori e certe volte non me le invento nemmeno, esco e basta!
Io in questi giorni qua mi sento che sono poco addomesticata.
Come quando ero piccola e volevo andare in giro senza le scarpe.
Uguale.
Sono un po' piccola selvaggia.

sabato 3 ottobre 2009

Regali

Ieri ho ricevuto un regalo bellissimo!
Questo:

©The Peanuts - Mothra Song
Penso che abbiano inventato Mothra e sopprattutto le fatine di Mothra per attirare le femmine che altrimenti non li gaurdavano tanto i film di mostri.
Penso che hanno fatto proprio bene.
Le fatine di Mothra sono sempre bellissime ed elegantissime.
Io le adoro.
Mosura è il nome Giapponese di Mothra.
La erre e la elle in giapponese credo si leggano con lo stesso suono.

venerdì 2 ottobre 2009

Lotta di Classe

Oggi mentre facevamo colazione e ascoltavamo il giornaleradio ho pensato che mi piacerebbe scrivere una storia di bambini.
Una storia in cui ci sono due manifestazioni e i bambini con il cappello giallo delle scuole cattoliche sono in Piazza Maggiore e quelli delle scuole pubbliche sfilano per le strade del centro con i fischietti e i cartelloni.
A un certo punto un bambino si stacca dal corteo e incontra due con il cappello giallo e nasce una rissa fra bambini.
Tutto qui, poi ognuno ci mette dentro quello che vuole.

giovedì 1 ottobre 2009

Nidi


Mi ero sbagliata. Non ne capisco nulla di piccioni.
Il Piccolo Piccione è nato, è bruttino ma già grande.
Oggi è con Papà Piccione sulla grondaia.
Forse dopo volano.
Mamma Piccione, forse, ma ormai non sono più sicura di niente, sta covando un altro uovo.
Figlio Piccione somiglia a Papà Piccione.

mercoledì 30 settembre 2009

Questo blog ringrazia i suoi nonni


I piccioni qui difronte nel cornicione non sono ancora nati.
Madre e Padre Piccione continuano a turno a covare le uova.
Quanto tempo ci vorrà ancora?
Nel frattempo questo blog è stato selezionato dal concorso CoopForWords con questo post qui che parla di Raffaele e Aristide che poi sarebbero i miei nonni.

martedì 29 settembre 2009

Schiaccianoci

L'altro giorno a Treviso sembrava ancora estate, si poteva chiacchierare con gli amici seduti al bar, andare in giro senza giacca e guardare il cielo.
Tornando poi a casa in macchina c'era il tramonto nel mezzo della pianura padana e degli alberi ancora con le foglie.
A casa mi sono ricordata che quando ero piccola e mi annoiavo aprivo il cassetto della cucina, quello con le posate e lì, dentro il cassetto, oltre le posate c'era di tutto.
Tutti i piccoli oggetti che non si sapeva dove altro riporre: rondelle di metallo, bottoni, tappi, viti molto piccole, pezzi di soprese delle merendine o degli ovetti di cioccolata, i laccetti colorati per chiudere le bustine del congelatore...
Passavo ore a guardare quelle cose lì, a cercare in mezzo a cose che neanche io sapevo.
C'era anche la rondella di metallo e legno per tagliare i ravioli e uno schiaccianoci che si apriva tutto, non come quelli di adesso che più di un certo punto non vanno quando li apri.
Dicono che sia perché in fondo lo schiaccianoci deve schiacciare.
Io non sono d'accordo.

lunedì 28 settembre 2009

Club del Cucito 1 - Italia 0 (quarta parte)


Matilde disse settanta, lo disse con un tono à la Non ci crederei mai che lei così giovanile e aitante abbia già settanta anni!
La risposta era giusta.
La Vecchia aveva 87 anni.
Quelli che dimostrava.
Durante la lunga attesa dell'Uomo della Bacheca Matilde ebbe modo di fare la felice conoscenza di Filippo, 85 anni, e dei suoi tre amici.
Filippo tentò di sedurla acquistando al bar gestito dalla Vecchia, ben dieci caramelle di frutta pagandole 40 centesimi e poi offrendogliene una. Il Signor Filippo era un uomo di mondo, si mise le restanti nove caramelle nelle tasche della giacca, quattro da un lato e cinque da un altro e poi, allussivo, toccandosi la giacca Ne ho anche altre, sa... se vuol favorire?
Matilde rifiutò cortesemente, aveva appena scoperto che se i bolognesi dicono impalugare per il Tortino Porretta è solo perché non hanno mai mangiato le caramelle di frutta del Centro Anziani.
Il Signor Filippo non si lasciava respingere tanto facilmente, colpa della tv e del Presidente del Consiglio, pensò Matilde.
Le si mise seduto vicino e le disse sorridente Le mica lo sa quante donne io ho avuto... tante ne ho avute! Uhh le donne che ho avuto, dica mo'... lei... per esempio...
Matilde era disperata, non voleva offendere nessuno ma i Vecchi continuavano con domande trabocchetto che era solo questione di tempo, prima o poi, avrebbe dato la risposta sbagliata e tutto sarebbe finito.
Sarebbe tornata a casa senza un lavoro anche quel giorno!
Per fortuna la buona sorte le sorrise dalla dentiera della Vecchia del bar, qualcuno non aveva pagato i cinquanta centesimi del biliardo. Chi era stato? La dovevan finire con questa storia che io non so che ma il biliardo me lo dovete pagare...
In cinque secondi il Signor Filippo e i suoi amici si erano dileguati, ovviamente senza pagare il biliardo e accennando appena un saluto.
Matilde si sentì improvvisamente stanca e cercò di capire come era finita fin lì, su una sedia, in un centro anziani, in balia dei vecchi...
Aveva fatto un sacco di lavori nella vita, almeno fino a certo punto, poi si era impegnata per diventare brava in qualcosa e ormai erano dodici anni che riusciva a vivere da sola, avere una casa, pagare le tasse, andare in vacanza qualche volta.
Improvvisamente però tutto quello che sapeva fare o aveva fatto nella vita era diventato completamente inutile.
Era un po' come se non sapesse fare niente o non avesse imparato niente.
I Vecchi erano una risorsa per il paese, il 60% della popolazione.
Matilde sperava che almeno loro si dimostrassero in qualche modo comprensivi.
L'Uomo della Bacheca stava giustappunto arrivando per risolvere tutti i suoi problemi.
(CONTINUA)

sabato 26 settembre 2009

Esperimenti scinetifici su facebook

Penso d'esserci finita dentro ma forse ho troppa immaginazione.
Staremo a vedere... di fatto è strano... una giornalista che contatta quasi esclusivamente persone con gli stessi due nomi di battesimo.
Mumble Mumble
...

venerdì 25 settembre 2009

Club del Cucito 1 - Italia 0 (terza parte)

La Signora Boselli esordì con un bel Ma a me non me ne frega niente! Io le storie non le voglio raccontare! Che me ne frega a me! Va bene... non aveva detto proprio Che me ne frega a me, però Matilde così aveva tradotto mentalmente quelle frasi in bolognese uscite insieme a tre o quattro imprecazioni che credeva di non aver mai sentito in vita sua. Quanto meno in Bolognese.
Poi una storia la Signora Boselli l'aveva pure raccontata.
Una storia interessante che parlava di lenzuala di canapa e di lenzuala ricamate bruciate dopo la prima notte di nozze perché ritenute colpevoli d'aver fatto ammalare la Signora Boselli di bronchite. Lei nella vita mai un raffreddore, si compra le lenzuala di cotone e si becca la bronchite.
Al rogo ricami, merletti e tutto il resto!
Lenzuala di canapa per sempre! Anche oggi che io per lavare le lenzuala devo fare tre lavatrici, che ne sai te! Una per il lenzuolo di sotto, una per il lenzuolo di sopra e l'altra per le federe e il copriletto! Comunque io a questo coso qui non ci vengo, che me ne frega a me delle storie! Che ne sai te!
...
Solo per pietà la Signora Viviana aveva messo fine a quel brillantissimo e interessantissimo colloquio.
Spedì Matilde al piano di sotto per appendere un programma nel caso qualche vecchio, per sbaglio, fosse stato interessato.
Lo Yoga Facciale andava per la maggiore l'aveva avvertita la Signora Viviana, la concorrenza era tanta.
Al piano di sotto insieme alla bacheca, all'addetto della bacheca che bisognava aspettare che era andato a fare la spesa ma ora tornava, c'era anche la signora del bar che claudicante e con una vistosa paresi al volto chiese a Matilde Dica mo, lei quanti anni mi dà? Io me li porto bene, sa?! Matilde sorrise in preda al panico e cercò di ricordarsi quanti anni avevano i suoi nonni e i loro amici per poter dare La Risposta Giusta.
(CONTINUA)

giovedì 24 settembre 2009

Club del Cucito 1 - Italia 0 (seconda parte)

Dopo circa cinque minuti di telefonata in cui la Signora Viviana ripeteva solo Sì Certo Nessun Problema fu riferito a Matilde, all'uomo con il pus nella bocca e a quello minacciato, un tale Pietro forse, che una signora molto anziana rispondente al nome di Caterina non sarebbe andata a cena con il marito perché il marito era malato.
Peccato che nè la Signora Caterina, nè suo marito fossero iscritti al centro e che nessuno li avesse mai sentiti nominare.
Ci fu qualche altra breve interruzione dovuta al problema ascensore (ora l'ascensore c'era ma i vecchi non avevo pazienza di tenere pigiato troppo il bottone e così nessuno lo prendeva, salivano tutti a piedi e arrivavano dritti, ansimanti e a rischio ischemia, dalla Signora Viviana per lamentarsene) ma alla fine Matilde potè per due minuti e trentacinque secondi circa esporre il suo progetto.
Il centro come era esemplificato in modo chiarissimo dall'opuscolino con grafica da pizzeria d'asporto che la sempre gentile Signora Viviana le mostrò ospitava già molti corsi.
Matilde provò una viscerale ammirazione per quei geni che erano riusciti a estorcere denaro ai vecchi proponendogli corsi come Yoga Facciale (tecniche per ottenere un volto giovane), Seduzione (un arte che si può acquisire a qualsiasi età), Comunicare con il Tuo Amico Animale (come capire le sue esigenze), Trucco e Colore (a scuola di stile e immagine).
Le parentesi erano nell'opuscolo.
Niente a che vedere con la sua squallida e banale proposta sul racconto orale.
Non c'era partita! Ma la Signora Viviana era una donna buona e le concesse una chance, aveva appena fatto il suo ingresso la Signora Boselli in velina e abito da sera, lo sguardo di traverso e il rossetto rosso perfetto sulle labbra sottili, Per caso è possibile avere una dimostrazione pratica del laboratorio? Signora Boselli, le va di parlare dieci minuti con questa ragazza?
Stava per accadere qualcosa di brutto, di molto brutto, Matilde ne era certa.
Aveva però anche bisogno di un lavoro e quindi trattenne il fiato e cominciò
...
(CONTINUA)

mercoledì 23 settembre 2009

Cristalli d'Acqua

Ecco, noi siamo impazziti per queste palline qui!
Uno dei due vasi ha già prodotto la gergmogliazione (non so se si dice così) dei semi di aneto!
Domani tutte le foto dell'esperimento scientifico.
Dinosauro compreso!

martedì 22 settembre 2009

Club del Cucito 1 - Italia 0

La Lobby del Club del Cucito aveva vinto.
Con uno sprint finale neanche il povero direttore Masini potè nulla contro La Presidentessa del Club del Cucito, Poi mi si distraggono e quando lo finiamo il ricamo per vendere nei mercatini?! No, no grazie signorina ma non ci lasci nemmeno la locandina, qui noi non siamo gente che li vuole fare questi corsi qui di storie... o quello che sono.
Era stata messa alla porta, neanche troppo gentilmente.
Forse, ripensando a tutta quella lunga giornata, non si era rivelata una buona idea cercare lavoro nei centri anziani.
Era troppo qualificata o per nulla qualificata per qualsiasi lavoro.
Aveva solo trentratrè anni, viveva in Italia e ormai anche i vecchi le voltavano le spalle.
Non sapeva se fosse tecnicamente vero, però aveva l'impressione che con le sue tasse pagasse parte della previdenza sociale per Loro e Loro ora, nel momento del bisogno, non volevano neanche lasciarle fare una lezione di prova gratuita. I vecchi erano gli unici con un reddito certo nel paese e avevano deciso d'infischiarsene di tutti gli altri rimasti senza un lavoro.
Persone egoiste, vecchie ed egoiste che pensavano alla cena del sabato e al ballo della domenica.
Ecco quello che erano Loro.
La mattina Matilde era uscita di casa con un'agenda fitta di appuntamenti, ma fin da subito aveva capito che sarebbe stata dura arrivare alla fine.
Nel primo centro ci mise circa dieci minuti per trovare l'ufficio della presidentessa e poi la fecero sedere e le chiesero d'aspettare. La Signora Viviana sarebbe arrivata di lì a poco.
C'erano due uomini nell'ufficio, uno aveva parlato per tutto il tempo d'estrazioni dentali e di pus nella bocca, l'altro di una sua comparizione il giorno seguente davanti al giudice di pace.
Le sembrava si chiamasse Pietro quell'uomo del tribunale, comunque non ha molta importanza, Pietro aveva denunciato un altro iscritto al centro che una volta, anzi due, aveva alzato il pungo contro di lui nel gesto di volerlo picchiare, Era addirittura ubriaco! aveva subito tenuto a precisare l'uomo con il pus in bocca e i denti da togliere. Sembrava che Pietro fosse stato preso anche a parole e una sera nel buio si fosse sentito seguito e minacciato. Nel buio dei portici bolognesi però non era riuscito a vedere bene chi fosse.
Pietro le mostrò i documenti, c'erano cinque denuncie: 7 febbraio 2005, 11 febbraio 2005, 14 febbraio 2005, 23 febbraio 2005, 27 febbraio 2005.
Per fortuna il 2005 non era stato un anno bisestile e l'infausto febbraio si era chiuso con il 28 e forse a marzo il signor Pietro si era invaghito di qualche nuova vedova in cerca di consolazione e si era dimenticato del suo minaccioso aggressore.
Dopo venti minuti arrivò la Signora Viviana.
Sembrava simpatica e piena di buoni propositi, la fece sedere e le chiese di raccontarle del progetto.
Dopo la prima o la seconda frase squillò il telefono...
(CONTINUA)

lunedì 21 settembre 2009

Susy Bella


©Океан Эльзы - Susy

La sveglia suonava a intervalli regolari da un'ora, una volta ogni dieci minuti. Erano quindi già sei volte che Susy Bella si raggomitolava nel letto e spingeva la testa sotto il cuscino.
Quando iniziò a suonare anche il telefono di casa capì che non aveva chance, era il momento d'alzarsi!
Riattaccarono prima che potesse dire pronto o qualcosa di molto simile. Ormai era in piedi.
La testa era piena di bolle di sapone, doveva aver preso l'influenza. Susy Bella ingoiò un paio di aspirine che erano nel mobile di legno vicino alla porta e aprì il frigo per prendere il latte e la polvere di caffè ché, qualcuno le aveva detto, in frigo il caffè si conserva meglio.
Solo a questo punto guardò distrattamente il grande orologio finto anni sessanta e vero Orginal Ikea appeso alla parete della cucina. Le otto e quarantacinque! Imprecando ripetutamente corse in camera di Marco, ma Marco non c'era. Quel ragazzino ogni giorno s'inventava qualche nuova stramba trovata per saltare la scuola! Stava già per cominciare a urlare quando il telefono squillò una seconda volta...
Tutti possono sbagliare! Se si è separati, è mattina presto, non si è ancora bevuto il caffè, ci si è appena beccati un tremendo raffreddore è ancora più facile! Potrebbe sbagliarsi praticamente chiunque!
Marco non aveva dormito lì, per questo non c'era nel letto. Sarebbe arrivato solo la sera alle sette. Certo che Susy Bella se lo ricordava, non c'era bisogno che quella voce gracchiante continuasse a ripeterglielo al telefono! Alle sette con il bus della scuola.
Chiaro.
Essere genitori separati di un figlio unico è difficilissimo.
Se poi tuo figlio dorme tre sere a settimana in un'altra casa diventa tutto incredibilmente caotico.
Comunque per quel giorno non era un suo problema convincere Marco ad andare a scuola. Ci avrebbe pensato all'indomani e qualcosa avrebbe escogitato. Aveva da poco finito di leggere un libro su questo argomento: “Pensiero Positivo e Abbandono Scolastico. Come motivare tuo figlio a frequentare la Scuola Elementare in quindici semplici passi.”.
La lettura non era stata un granché a essere sinceri, ma non si aspettava poi molto da un libro pubblicato dalla stessa casa editrice per cui Susy Bella scriveva: Chic Edizioni s.r.l. .
Un vero impero editoriale, decine di riviste per adolescenti in calore e casalinghe frustrate con un occhio attento e vigile al sempre florido mercato del porno.
Lavorava per loro da circa dieci anni e quasi tutte le mattine sperava che un terremoto o un inspiegabile fenomeno atmosferico radesse al suolo quel palazzo, così elegante e distinto, che ospitava le redazioni delle varie testate.
Nei momenti peggiori sperava anche negli alieni e in una qualsiasi delle piaghe d'Egitto. Le cavallette divoratrici sarebbero state perfette.
Solo l'ultimo venerdì di ogni mese (fatta eccezione per Agosto quando erano chiusi per ferie) andare al lavoro aveva un senso e ripagava ampiamente di tutto. Era la giornata dedicata alla pubblicità e quella gente vestita di grigio e sempre sorridente avrebbe venduto anche il cane della nonna malata per essere citata nella stessa pagina dedicata a Paris Hilton o a una delle gemelle Olsen. Figuriamoci se risparmiavano sui regali! Arrivavano in redazione nel pomeriggio e con loro arrivava di tutto: vestiti, agende, profumi, orologi all'ultima moda, scarpe, creme anticellulite, antisebo, antiscottature, antiacne, antiocchiaie, antiarrossamento, sciarpe, bikini, piccoli accessori tecnologici, cellulari...
La redazione impazziva! Susy Bella di solito si portava a casa il bottino più ricco, aveva dalla sua un metro e novanta d'altezza. Era facile scalzare quelle ragazzine semi anoressiche al primo impiego o qualche attempata segretaria intorpidita da anni e anni di telefoni che squillavano e di firme per i corrieri.
Era però soltanto uno squallido martedì 3 Ottobre e Susy Bella era in ritardo.
La giornata stava cominciando male ma presto e in fretta precipitò del tutto.
Niente acqua calda in bagno (Sì, il proprietario dello stabile aveva avvertito. Sì, c'era anche un appunto sul calendario e sì, il calendario non lo guardava mai o quasi.)
Sciopero della metropolitana.
Niente Taxi.
Arrivo in redazione alle ore 10.45 circa.
Cazziata del Capo Redattore, una quarantenne insoddisfatta e terribilmente ridicola in quei jeans di due taglie più piccoli. Tutte le altre erano già lì, lo sciopero cominciava dopo l'orario d'inizio del lavoro e quindi nessun problema per le ligie e puntuali signorine in minigonna e chiome fluenti. Tantissimi problemi per Susy Bella che comunque, nonostante l'età, in caso di bisogno avrebbe potuto sfoggiare minigonne ancora più corte! O jeans ancora più attillati, a seconda del caso o della necessità.
Un articolo di viaggi da consegnare entro le 16.
Argomento: Corea del Nord.
La seguente disarmante conversazione:
-Non possiamo mandarle in Corea del Nord!
-Perché?
-La Corea?! È pericoloso!
-A me non risulta, comunque non ci vanno in Corea del Nord, le ragazzine vogliono solo sognare...
...
-Sognare?! In Corea del Nord, ma tu hai presente quello che suc...
-Senti non rompere, l'articolo mi serve stasera che andiamo in stampa domani mattina!
...
-Ci metto i locali notturni o i negozi per lo shopping?
-Mmm... mettici una cosa tipo quella di due mesi fa... tipo quella roba che hai fatto per il Messico... una sorta di giro benessere con gli accessori giusti...
-Tipo centro SPA e massaggio Ayurvedico con boxino con la mappa dei negozi di costumi?
-Esatto! Vedi che hai capito Susy Bella?!
---
In Corea del Nord potrete perdervi in splendide città dove le antiche tradizioni millenarie incontrano la moderna architettura e dove ogni occasione è buona per organizzare un party o stare fuori con gli amici nei locali più cool e cosmopoliti del momento. Durante il vostro viaggio dovrete assolutamente concedervi una giornata di completo relax e lasciarvi coccolare come una vera principessa! Il famoso centro termale di Abiachun è un vero classic-must! I ben informati dicono che Madonna non perda occasione d'andarci ogni volta che passa di là!
---
Mentire.
Era questo che Susy Bella faceva ogni giorno.
Mentiva bene e più in fretta di tutti gli altri redattori: erano questi gli unici due motivi per cui era ancora lì alla sua scrivania.
L'articolo sulla Corea occupò quasi tutta la giornata, ma riuscì lo stesso a passare al supermercato prima di tornare a casa in tempo per l'arrivo di Marco.
Finalmente si stava rilassando.
Aveva pensato a una cena speciale: carne in scatola saltata in padella con aggiunta di pepe nero e un cucchiaio di panna da cucina, patatine fritte come contorno e per dessert budino al cioccolato con aggiunta di smarties!
Suo figlio sarebbe stato entusiasta!
Dopo cena avrebbero parlato della scuola e sarebbe stato più facile con la pancia piena.
Quando Susy Bella arrivò davanti a casa si stupì molto, Marco era seduto sul gradino davanti al portone e leggeva un libro. Verosimilmente era un po' che aspettava.
-Che ci fai qui?!
-Oggi è martedì, sto con te. Ti ricordi?!
-Questo lo so, ma sono ancora le sei e mezzo...
Marco sospirò e poi si alzò per lasciar passare Susy Bella e aiutare con i sacchetti della spesa.
-Questo martedì niente nuoto, sono tornato alle sei... ti ha chiamato mamma, stamattina per dirtelo...
Susy Bella sospirò.
-Le hai telefonato per dirle che ti ho lasciato fuori casa?!
Marco fece di no con la testa e Susy Bella s'illuminò in uno splendido sorriso.
-Bravo!
-Posso mettere le scarpe con i tacchi, papà?

domenica 20 settembre 2009

Il Misterioso Oriente

Stiamo continuando a fare esperimenti con palline di gelatina e robe varie che cambiano e si trasformano...
La loro funzione ufficiale sarebbe fertilizzanti e/o sostitutivi della terra per la coltura in vaso di piante varie... Per ora ne ammiriamo i colori e aspettiamo che il dinosauro in omaggio nella bustina finisca il suo doppio processo di ingrandimento e rimpicciolimento.
Abbiamo acquistato tutto la scorsa settimana nel mercatino di Loiano e ora dobbiamo capire come procurarci altro materiale. Sembra che qui a Bologna nessuno venda minuscole bustine contenenti minuscole palline colorate che poi, lasciate per una notte in acqua, diventano bellissime sfere trasparenti e gelatinose.
Non sappiamo come si chiamano le palline, sappiamo solo che sono prodotte in Korea.
Ieri chiacchiere fuori dalla libreria, pizza per cena, una raccolta di battute di James Bond, un film di Sinbad.

sabato 19 settembre 2009

Sui Muri

In Via Mascarella, alla fine, verso la porta, su un muro c'è scritto (più o meno) Pupi Avati ha detto che prima fare i film, c'era più spirito goliardico.

©Smash Mouth - Better Do It Right

giovedì 17 settembre 2009

Anatre e Piccioni

Per me ora i piccioni che stanno nel nido qui di fronte sono come le anatre nella piscina di Tony Soprano che poi, a pensarci bene, quelle anatre là, per me sono come le anatre di Holden.

martedì 15 settembre 2009

Spin

Ieri sera sono scivolata per via della strada bagnata.
Ho male praticamente ovunque oggi.
Era un sacco che non cadevo così.
Un ragazzo mi ha aiutato ad alzarmi, dopo che aveva finito di ridere.
Anche il suo cane mi è sembrato ridesse di me.
Io non ho riso. Non ci trovo mai nulla di divertente quando cado.

©Eels - Novocaine For The Soul

lunedì 14 settembre 2009

Animali

E' meraviglioso! Ho scoperto che esiste una gallina che non avevo mai visto prima.
Una gallina incrociata con un barboncino, praticamente.
Si chiama Gallina Moroseta.
Sono diventata immediatamente una sua fan.
Chissà se bisogna farle il bagno come con i cani.

domenica 13 settembre 2009

Impalugare

Adesso che sono a Bologna cerco di capirne di più.
Ho mangiato il Tortino Porretta.
Ho scoperto che esiste una parola per indicare la sensazione che ti rimane quando mangi il Tortino Porretta.
Si dice impalugato, participio passato del verbo impalugare.
Credo.

sabato 12 settembre 2009

Mostra a Loiano

13 Settembre 2009 ore 10,00
Inaugurazione
Mostra tavole originali
di
A Volto Coperto
Sala Fantazzini
via Roma, 5
Loiano

LA NONA ARTE _Loiano_
La mostra rimarrà aperta dal 13 al 19 settembre
Orari visita: mattina 10-12 pomeriggio 17-19
Il 19 settembre la mostra chiuderà alle 12