Non scrivo più tanto su questo blog.
Non sono americana e non voterò per Obama nonostante mi scriva spesso delle mail molto belle. I'm sorry.
Non sto nel giro giusto e non ci sono mai stata, non ne so praticamente niente di giri giusti e questo spiega, almeno in parte, perché non li frequenti.
Non ho mai passato una notte in carcere o dormito in un albergo a ore.
Non andrò mai sulla luna e non smetterò di aver paura del dentista.
Non smetterò di aver paura di un sacco di cose come i topi, le malattie e di qualcuno mi tocchi a tradimento l'ombelico.
Non parlo tedesco anche se delle origini austriche lo avrebbero giustificato.
Non vengo da una famiglia allargata ma solo molto numerosa.
Non so distinguere la mano destra appena sveglia.
Non so dire le "erre" e le "u" in francese ma non sembra essere troppo un problema. Per ora.
Non mangio la carne per scelta, il latte non lo bevo perché mi fa male alla pancia, non ceno abbastanza con pizza e castagne lesse all'alloro come vorrei.
Non chiedo mai un gelato senza panna perché lo considero un peccato.
Non conosco l'inuktitut anche se da piccola mi ero messa lì e avevo deciso che lo avrei imparato.
Non conosco il senso di quasi la totalità di quello mi accade tutti i giorni.
Improvvisamente però è uscito il sole e prima che le nuvole si addensino ancora e torni la pioggia mi prendo un pomeriggio libero...
Non so dire per quanto durerà il bel tempo.
Visualizzazione post con etichetta that's life. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta that's life. Mostra tutti i post
venerdì 28 settembre 2012
martedì 21 agosto 2012
Un po' Terzani e un po' Kapuściński
Ho comprato un nuovo taccuino.
Immagino il giorno in cui tutto sarò diverso.
In cui un po' Terzani e un po' Kapuściński farò le mie valigie.
Ieri ho trovato vicino casa una penna ancora nuova di zecca e un libro "La vie mode d'emploi" di Perec e l'ho preso per un segno se non del destino di qualcosa.
Ho portato tutto a casa con me.
La penna mi serve per scrivere sul mio nuovo taccuino.
Leggo quasi esclusivamente Delerm e uso la parola creux per parlare di questi giorni, dell'aria trattenuta fra il collo e la pancia.
Mi dicevano una volta che chagrin è intraducibile in italiano, come se i sentimenti fossero una questione linguistica.
Nel mio armadio c'è un maglione nuovo. Verde, vecchio, non è il mio.
Mi sta bene, sembra la mia taglia.
Mi sono ricordata che volevo scrivere per essere libera.
Libera di andare tornare partire restare ricordare dimenticare. Guardare il mondo e trovare un posto.
Lo avevo dimenticato.
Ascolto i Nirvana come quando avevo 14 anni.
So dove andare, non ancora come.
Ma il come è la strada, il mistero, il maglione verde, il silenzio, l'assenza, i veri ricordi, i finti ricordi, il passato e il presente.
Il futuro no.
Quello è ancora lì. Fra il collo e la pancia. Uno di quei fiori che trovi in campagna che hanno un rigonfiamento sotto la corolla, sono pieni di polline e pronti ad esplodere.
Basta toccarli.
Plaf!
Immagino il giorno in cui tutto sarò diverso.
In cui un po' Terzani e un po' Kapuściński farò le mie valigie.
Ieri ho trovato vicino casa una penna ancora nuova di zecca e un libro "La vie mode d'emploi" di Perec e l'ho preso per un segno se non del destino di qualcosa.
Ho portato tutto a casa con me.
La penna mi serve per scrivere sul mio nuovo taccuino.
Leggo quasi esclusivamente Delerm e uso la parola creux per parlare di questi giorni, dell'aria trattenuta fra il collo e la pancia.
Mi dicevano una volta che chagrin è intraducibile in italiano, come se i sentimenti fossero una questione linguistica.
Nel mio armadio c'è un maglione nuovo. Verde, vecchio, non è il mio.
Mi sta bene, sembra la mia taglia.
Mi sono ricordata che volevo scrivere per essere libera.
Libera di andare tornare partire restare ricordare dimenticare. Guardare il mondo e trovare un posto.
Lo avevo dimenticato.
Ascolto i Nirvana come quando avevo 14 anni.
So dove andare, non ancora come.
Ma il come è la strada, il mistero, il maglione verde, il silenzio, l'assenza, i veri ricordi, i finti ricordi, il passato e il presente.
Il futuro no.
Quello è ancora lì. Fra il collo e la pancia. Uno di quei fiori che trovi in campagna che hanno un rigonfiamento sotto la corolla, sono pieni di polline e pronti ad esplodere.
Basta toccarli.
Plaf!
giovedì 28 giugno 2012
Verde Marocco
Oggi la luce è verdina come un temporale senza nuvole e senza pioggia.
Un merlo mi guarda con un occhio solo.
Sta sulla grondaia della casa accanto.
I vicini sono quasi sempre via... che lavoro faranno?
Voglio anch'io essere abbronzata come loro, fare sport regolarmente e non preoccuparmi se il giardino si riempie di foglie.
Proprio come loro.
Il merlo è volato, ma prima di andarsene ha fatto la cacca, è finita sulla finestra dei vicini.
Dovrebbero stare un poco più in casa, i vicini.
La luce è verde come quel giorno in cui ero in una casa troppo grande, c'era il temporale e avevo cinque anni, cercavo mia nonna ma non trovavo più la strada per salire dal cortile sul retro al secondo piano.
La luce è verde oggi e mi perdo ancora.
La casa è troppo piccola stavolta per non ritrovare la strada.
Mi chiamo da sola, dentro.
I vicini poi, secondo me, non perdono mai la strada, giusto qualche volta a NYC oppure in Marocco quando sono in ritardo per l'apero.
Un merlo mi guarda con un occhio solo.
Sta sulla grondaia della casa accanto.
I vicini sono quasi sempre via... che lavoro faranno?
Voglio anch'io essere abbronzata come loro, fare sport regolarmente e non preoccuparmi se il giardino si riempie di foglie.
Proprio come loro.
Il merlo è volato, ma prima di andarsene ha fatto la cacca, è finita sulla finestra dei vicini.
Dovrebbero stare un poco più in casa, i vicini.
La luce è verde come quel giorno in cui ero in una casa troppo grande, c'era il temporale e avevo cinque anni, cercavo mia nonna ma non trovavo più la strada per salire dal cortile sul retro al secondo piano.
La luce è verde oggi e mi perdo ancora.
La casa è troppo piccola stavolta per non ritrovare la strada.
Mi chiamo da sola, dentro.
I vicini poi, secondo me, non perdono mai la strada, giusto qualche volta a NYC oppure in Marocco quando sono in ritardo per l'apero.
martedì 12 giugno 2012
Come finirà
Diciamoci la verità, è il 12 giugno piove da due mesi e stamane c'erano 14 gradi.
La gente non ne può sinceramente più.
Un signore nella terrazza di un café vicino casa nostra (vorrei aprire una riflessione: qui chiamano terrazza quello che in Italia chiamiamo dehors, quanto male dovremmo ancora fare al mondo?) era sotto la pioggia, con la sua chitarra, cantava in un inglese un po' trascinato mentre la pioggia diluiva il suo whisky liscio.
Avrei voluto sedermi con lui, annegare nei luoghi comuni, nel pop cantato male e in liquori stranieri.
Avrei voluto una giornata piena di nostalgia e silenzio e banalità rassicuranti come una pagina di Hemingway.
Ho una giornata con il cappotto zuppo che comincia a fare cattivo odore, dentro la biblioteca Truffaut (che è dentro Les Halles, interrata e senza una finestra), con una traduzione in francese da finire e la sceneggiatura di Quai des Orfèvres di Clouzot che mi guarda dall'altra parte del tavolo e mi parla ancora di liquori stranieri, nostralgia, e tutto il resto.
Finirà che stasera usciremo a mangiarci una pizza.
Non fosse altro che la parola whisky è troppo ricorrente oggi.
La gente non ne può sinceramente più.
Un signore nella terrazza di un café vicino casa nostra (vorrei aprire una riflessione: qui chiamano terrazza quello che in Italia chiamiamo dehors, quanto male dovremmo ancora fare al mondo?) era sotto la pioggia, con la sua chitarra, cantava in un inglese un po' trascinato mentre la pioggia diluiva il suo whisky liscio.
Avrei voluto sedermi con lui, annegare nei luoghi comuni, nel pop cantato male e in liquori stranieri.
Avrei voluto una giornata piena di nostalgia e silenzio e banalità rassicuranti come una pagina di Hemingway.
Ho una giornata con il cappotto zuppo che comincia a fare cattivo odore, dentro la biblioteca Truffaut (che è dentro Les Halles, interrata e senza una finestra), con una traduzione in francese da finire e la sceneggiatura di Quai des Orfèvres di Clouzot che mi guarda dall'altra parte del tavolo e mi parla ancora di liquori stranieri, nostralgia, e tutto il resto.
Finirà che stasera usciremo a mangiarci una pizza.
Non fosse altro che la parola whisky è troppo ricorrente oggi.
sabato 19 maggio 2012
Pecore azerty
Non ho scritto ma ho avuto delle buone ragioni, cose del tipo che è stato il mio compleanno, che a Parigi il bel tempo non vuole proprio arrivare, che è ricominciata la stagione dei vide grenier, che ho visto moti film al cinema, che ho mangiato un sacco di volte la pizza che mi era venuta una specie di crisi di astinenza, che lavoro a cose nuove e vecchie allo stesso tempo, che ho preso 18 su 20 nell'ultimo scritto di francese e sono contenta come se avessi 7 anni, che i pomodori resistono alla grandine a un maggio che sembra novembre, che ho imparato a usare una tastiera francese (AZERTY) e ora faccio errori con quella italiana e vice-versa, che uno dei miei regali di compleanno era lo stesso di un bambino che conosco e che ha compiuto 5 anni e allora ho pensato che la vita nonstante tutto mi va bene.
Era quello che un po' volevo, avere un po' per sempre 5 anni.
Era quello che un po' volevo, avere un po' per sempre 5 anni.
venerdì 27 aprile 2012
Incubi, accenti e sardegna
Faccio spesso degli incubi ultimamente.
L'altra notte per esempio ho sognato che tornavo in Italia e vista la mia dislessia apprendevo con orrore che c'era stata una riforma ortografica della lingua italiana, che erano cambiate le regole per le doppie e divenuti obbligatori gli accent tonici.
Improvvisamente mi accorgevo di non poter più scrivere in nessuna lingua.
Poi ho sognato, sempre la stessa notte, che la Sardegna si era resa indipendete con lo slogan: Un altro mondo è possibile, la rivoluzione passa dalla Sardegna e allora tutti mi chiedevano dove ero invece di partecipare alla rivolta sarda.
Mi sentivo in colpa.
L'altra notte per esempio ho sognato che tornavo in Italia e vista la mia dislessia apprendevo con orrore che c'era stata una riforma ortografica della lingua italiana, che erano cambiate le regole per le doppie e divenuti obbligatori gli accent tonici.
Improvvisamente mi accorgevo di non poter più scrivere in nessuna lingua.
Poi ho sognato, sempre la stessa notte, che la Sardegna si era resa indipendete con lo slogan: Un altro mondo è possibile, la rivoluzione passa dalla Sardegna e allora tutti mi chiedevano dove ero invece di partecipare alla rivolta sarda.
Mi sentivo in colpa.
venerdì 20 aprile 2012
Oggi...
Oggi vorrei essere in un film con la colanna sonora di Damien Rice.
Cena alle sette con il sole.
Patatine fritte e ketchup.
Centri commerciali.
Pioggia e auto scure.
Abiti neri, Armani.
Capelli biondi e lisci. Vino rosso e bicchieri enormi.
Vorrei compreare un biglietto aereo per Boston e lasciarmi inghiottire dalla folla.
Mi consolo pensando che la pioggia già c'è e che in ogni caso dire di voler essere inghiottiti dalla falla di Boston scappa a un luogo comune ancora peggiore: essere inghiottiti dalla folla di NY.
Cena alle sette con il sole.
Patatine fritte e ketchup.
Centri commerciali.
Pioggia e auto scure.
Abiti neri, Armani.
Capelli biondi e lisci. Vino rosso e bicchieri enormi.
Vorrei compreare un biglietto aereo per Boston e lasciarmi inghiottire dalla folla.
Mi consolo pensando che la pioggia già c'è e che in ogni caso dire di voler essere inghiottiti dalla falla di Boston scappa a un luogo comune ancora peggiore: essere inghiottiti dalla folla di NY.
mercoledì 18 aprile 2012
Tango
Quando prenderemo una casa più grande comprerò un vecchio giradischi, ne ho già visto uno che mi piace molto. Andrò la domenica mattina nei vide-grenier a comprare vecchi singoli.
Tanghi argentini pieni di scricchioli.
L'inverno sarà più breve, con un disco sul giradisco [cit.]
Tanghi argentini pieni di scricchioli.
L'inverno sarà più breve, con un disco sul giradisco [cit.]
domenica 25 marzo 2012
Una settimana da cani
Lunedì scorso un cane tutto pulcioso era con il suo padrone in metro, scendevamo dritti dalla Défense e dal distretto economico. Un uomo in completo nero armani se ne stava lì a controllare la posta sul suo tablet quando il cane è come impazzito, gli è saltato addosso e ha cominciato a leccarlo e a riempirlo di coccole, saliva e peli.
Pensavo che il signore vestito di nero si arrabbiasse e invece si è piegato sulle ginocchia ha detto che anche lui aveva un cane e lo ha accarezzato fin quando il cane si è calmato e seduto tranquillo in terra.
Quando cane e proprietario sono scesi hanno salutato con un sorriso e una scodinzolata.
Martedì una signora in metro aveva un cane cucciolo anche lui tutto pulcioso ma si vedeva che si amavano alla follia. La signora aveva gli occhi neri e il sorriso gentile e diceva al cane "tu hai delle orecchie davvero sproporzionate mio bello!" e poi lo riempiva di baci,
Quando sono scesa dalla metro ho salutato la signora e lei mi ha sorriso per incoraggiarmi, avevo voglia di piangere sapendo che avrebbe passato la notte dormendo nella metro o in un posto così.
Ma lei mi ha fatto anche ciao dal finestrino dopo, e anche io le ho sorriso mentre la metro si allontanava di nuovo.
Mercoledì mattina invece, ero in ritardo e mentre scendevo per la strada una signora aveva un mastino enorme che mi fissava, ho fatto appena in tempo a pensare, Oh, mi guarda troppo male, secondo me vuole mordermi e infatti mi è saltato addosso immediatamente! Direttamente al collo per non perdere tempo ma per fortuna ho avuto per una volta i riflessi pronti e mi sono protetta con il braccio e non ho urlato e sono rimasta ferma. Il cane era addestrato e la signora è riuscita a richiamarlo abbastanza facilmente.
Non mi sono fatta male perché avevo ancora cappotto e maglione, ho solo un brutto livido e delle escoriazioni. Ho avuto un po' paura e magari se la signora non si dava immediatamente alla fuga e aspettava un momento per chiedere come stavo poteva essere un gesto carino. Civile.
Oggi è domenica, la mia settimana da cani è ufficialmente finita!
Pensavo che il signore vestito di nero si arrabbiasse e invece si è piegato sulle ginocchia ha detto che anche lui aveva un cane e lo ha accarezzato fin quando il cane si è calmato e seduto tranquillo in terra.
Quando cane e proprietario sono scesi hanno salutato con un sorriso e una scodinzolata.
Martedì una signora in metro aveva un cane cucciolo anche lui tutto pulcioso ma si vedeva che si amavano alla follia. La signora aveva gli occhi neri e il sorriso gentile e diceva al cane "tu hai delle orecchie davvero sproporzionate mio bello!" e poi lo riempiva di baci,
Quando sono scesa dalla metro ho salutato la signora e lei mi ha sorriso per incoraggiarmi, avevo voglia di piangere sapendo che avrebbe passato la notte dormendo nella metro o in un posto così.
Ma lei mi ha fatto anche ciao dal finestrino dopo, e anche io le ho sorriso mentre la metro si allontanava di nuovo.
Mercoledì mattina invece, ero in ritardo e mentre scendevo per la strada una signora aveva un mastino enorme che mi fissava, ho fatto appena in tempo a pensare, Oh, mi guarda troppo male, secondo me vuole mordermi e infatti mi è saltato addosso immediatamente! Direttamente al collo per non perdere tempo ma per fortuna ho avuto per una volta i riflessi pronti e mi sono protetta con il braccio e non ho urlato e sono rimasta ferma. Il cane era addestrato e la signora è riuscita a richiamarlo abbastanza facilmente.
Non mi sono fatta male perché avevo ancora cappotto e maglione, ho solo un brutto livido e delle escoriazioni. Ho avuto un po' paura e magari se la signora non si dava immediatamente alla fuga e aspettava un momento per chiedere come stavo poteva essere un gesto carino. Civile.
Oggi è domenica, la mia settimana da cani è ufficialmente finita!
venerdì 16 marzo 2012
Ancora a fare le liste
C'è il sole.
Sento che mi sta per venire l'allergia ma non m'importa.
Preferisco pensare alle liste.
La lista di oggi è piuttosto del genere desideri sentimental-melanconici:
1. Vorrei avere ancora 5 anni e arrivare al mare prima delle otto e comprare una ciambella dal venditore ambulante di ciambelle e cornetti e sentire l'odore di fritto e salsedine e il vento fresco e la sabbia che finisce in bocca per sbaglio.
2. Vorrei dormire ancora per 15 ore consecutive e mangiare del melone quando mi sveglio e trovare il gatto in cucina che mi guarda e resta fermo.
3. Mangiare la pizza di mia nonna.
4. Mangiare il sugo dell'altra mia nonna.
Sento che mi sta per venire l'allergia ma non m'importa.
Preferisco pensare alle liste.
La lista di oggi è piuttosto del genere desideri sentimental-melanconici:
1. Vorrei avere ancora 5 anni e arrivare al mare prima delle otto e comprare una ciambella dal venditore ambulante di ciambelle e cornetti e sentire l'odore di fritto e salsedine e il vento fresco e la sabbia che finisce in bocca per sbaglio.
2. Vorrei dormire ancora per 15 ore consecutive e mangiare del melone quando mi sveglio e trovare il gatto in cucina che mi guarda e resta fermo.
3. Mangiare la pizza di mia nonna.
4. Mangiare il sugo dell'altra mia nonna.
venerdì 9 marzo 2012
La mia ultima settimana: da sabato a sabato
Ho di nuovo preso il raffreddore. Siamo stati a cena a casa di un amico che aveva preso del cibo buonissimo per noi. Ho ricevuto una bellissima mail dal capo della mia famiglia ideale. Ho giocato con un bambino che voleva ripetutamente uccidere "la pecorella che ronfava", ogni tanto diceva "Dai, stritoliamo la pecorella". Ho scoperto (o quasi) chi è ci ruba la posta. Ho iniziato il mio corso di scrittura in francese. Siamo solo a venerdì. Oggi c'è il sole e va tutto bene o quasi, in biblioteca c'è un'odore così nausebondo che non so quanto potrò resistere.
domenica 19 febbraio 2012
Fermi
Ci sono certi giorni che arrivi e ci sono già gli amici che ti aspettano e qualcuno che ha cucinato del tiramisù e il parlare senza fretta e dirsi tutto e dirsi niente. Poi è notte e qualcuno ti aspetta per una tisana e per due giorni tutto è al suo posto e incastrato e in ordine e lo spazio e il tempo e il partire e il tornare non pensi che esistano davvero... ci sono ma anche no, come una cosa che può sparire da un momento all'atro, come quando da piccolo chiudevi solo un occhio e poi lo riaprivi e chiudevi l'altro velocemente per vedere gli oggetti che si spostavano da una parte all'altra ma alla fine non era vero, stavano sempre fermi e cambiava solo il modo in cui li guardavi.
venerdì 3 febbraio 2012
Solo una cosa...
Stamattina faceva così freddo che al mercato c'erano solo due banchi.
Vendevano coperte.
Tutti e due.
Vendevano coperte.
Tutti e due.
domenica 22 gennaio 2012
Au revoir !
Allora da ieri sera sono un po' triste perché la vicina sta traslocando e ha già portato via i gatti.
Cacchettino e Elatro (poi detto Elaltrocacchettino) erano tutti e due i suoi anche se un po' selvaggi.
Stamattina è tornata a prendere le ultime cose e mi ha salutato.
Mi ha detto che le dispiaceva per tutta la cacca che i gatti avevano fatto nel mio giardino.
Anche a me dispiace per la cacca ma ormai mi ero affezionata ai gatti e un po' anche alla loro cacca da pulire tutte le mattine... non so come dire, era una specie di rito.
Elaltro era il più simpatico per me anche se il più diffidente. Ero riuscita ad accarezzarlo solo la scorsa settimana per la prima volta e giusto con il dito indice.
Elaltro si metteva sempre lì fuori nel nostro giardino, arrampicato sull'albero e ci guardava e poi la sera faceva accendere la luce correndo da una parte all'altra e passando sotto la fotocellula o come si chiama. Noi dicevamo sempre Guarda, si è accesa la luce... ci sono i gatti.
Ieri era sempre tutto buio.
Cacchettino e Elatro (poi detto Elaltrocacchettino) erano tutti e due i suoi anche se un po' selvaggi.
Stamattina è tornata a prendere le ultime cose e mi ha salutato.
Mi ha detto che le dispiaceva per tutta la cacca che i gatti avevano fatto nel mio giardino.
Anche a me dispiace per la cacca ma ormai mi ero affezionata ai gatti e un po' anche alla loro cacca da pulire tutte le mattine... non so come dire, era una specie di rito.
Elaltro era il più simpatico per me anche se il più diffidente. Ero riuscita ad accarezzarlo solo la scorsa settimana per la prima volta e giusto con il dito indice.
Elaltro si metteva sempre lì fuori nel nostro giardino, arrampicato sull'albero e ci guardava e poi la sera faceva accendere la luce correndo da una parte all'altra e passando sotto la fotocellula o come si chiama. Noi dicevamo sempre Guarda, si è accesa la luce... ci sono i gatti.
Ieri era sempre tutto buio.
mercoledì 18 gennaio 2012
Chi è?
Penso che oggi qui in biblioteca facciano una specie di esperimento.
Uno di quelli per vedere quanto la gente è mediamente nervosa.
Improvvisamente si sente piangere un bambino, ma non come se fosse da qualche parte... che ne so... nella parte jeunesse della biblioteca o in quella con i cuscini per i bambini ancora più piccoli o sotto un tavolo come in realtà una volta è già successo. No, si sente piangere come se piangesse dal microfono della biblioteca e arrivasse in filo diffusione ovunque, in ogni angolo...
Poi improvvisamente smette e poi improvvisamente ricomincia.
Così da due ore. Ieri ho visto che c'è in giro una campagna pubblicitaria di un gruppo di ecologisti molto radicali. Si mobilitano contro il sovraffollamento della terra, il loro manifesti dicono più o meno così Io preservo il pianeta, mi acconento di due figli.
Forse sono loro che hanno organizzato l'esperimento in biblioteca.
Uno di quelli per vedere quanto la gente è mediamente nervosa.
Improvvisamente si sente piangere un bambino, ma non come se fosse da qualche parte... che ne so... nella parte jeunesse della biblioteca o in quella con i cuscini per i bambini ancora più piccoli o sotto un tavolo come in realtà una volta è già successo. No, si sente piangere come se piangesse dal microfono della biblioteca e arrivasse in filo diffusione ovunque, in ogni angolo...
Poi improvvisamente smette e poi improvvisamente ricomincia.
Così da due ore. Ieri ho visto che c'è in giro una campagna pubblicitaria di un gruppo di ecologisti molto radicali. Si mobilitano contro il sovraffollamento della terra, il loro manifesti dicono più o meno così Io preservo il pianeta, mi acconento di due figli.
Forse sono loro che hanno organizzato l'esperimento in biblioteca.
sabato 14 gennaio 2012
Essere bene.
Una mattina di sole. La spesa al mercato. Ascoltare Live in Volvo nelle cuffie. La biblioteca piena di gente. Un tavolo vicino alla vetrata. I grattacieli che fumano. Una piccola pausa. Mangiare mandarini e bere un caffé. Sapere che qualcuno ti aspetta due piani più in basso. Fra i libri di architettura.
lunedì 9 gennaio 2012
Operazione tutto nuovo!
Adesso ho pensato che devo cambiare un po' di cose nel nuovo anno come essere meno stanca e prendere meno impegni e stare meglio e avere il mio tempo per guardare il cielo e bere il the e ricomonciare a nuotare. Anche uno dei miei denti, infatti, ha detto Adesso basta, tutto nuovo, io mi frantumo e così mi rifanno tutto bello.
No, la fatina dei denti non è passata.
Neanche il topino.
No, la fatina dei denti non è passata.
Neanche il topino.
sabato 31 dicembre 2011
sabato 24 dicembre 2011
Casa
giovedì 8 dicembre 2011
Brigade des maléfices
Abbiamo scoperto anche una nuova serie e penso che un po' piacerebbe alla Famiglia M. e anche alle due più giovani...
Nel frattempo sembra che dopo sei settimane la banque postale abbia deciso di aprirmi il conto e di concedermi un bacomat... forse, non è ancora certo... nella busta che ho ritirato oggi alla posta e che non ho ancora aperto mi aspetto che potrebbe esserci di tutto.
Non so... un buono sconto di cinque euro per l'aquisto di un nuovo cellulare... ovviamente il buono sarebbe valido solo a patto di avere un bacomat... ah... l'umorismo francese, quanto male alla mia mente fragile!
Iscriviti a:
Post (Atom)
L'autre
L'autre est toujours plus riche, intelligent, beau, séduisent que moi. Mieux élevé, hébergé, habille, employé. L'autre est...
-
L'autre est toujours plus riche, intelligent, beau, séduisent que moi. Mieux élevé, hébergé, habille, employé. L'autre est...
-
Monday I found out Ron and Russell (The Sparks) locks à Pont des Arts. Then Brighton and la Maroquinerie (Paris) last Friday, I'm...

