martedì 21 agosto 2012

Un po' Terzani e un po' Kapuściński

Ho comprato un nuovo taccuino.
Immagino il giorno in cui tutto sarò diverso.
In cui un po' Terzani e un po' Kapuściński farò le mie valigie.
Ieri ho trovato vicino casa una penna ancora nuova di zecca e un libro "La vie mode d'emploi" di Perec e l'ho preso per un segno se non del destino di qualcosa.
Ho portato tutto a casa con me.
La penna mi serve per scrivere sul mio nuovo taccuino.
Leggo quasi esclusivamente Delerm e uso la parola creux per parlare di questi giorni, dell'aria trattenuta fra il collo e la pancia.
Mi dicevano una volta che chagrin è intraducibile in italiano, come se i sentimenti fossero una questione linguistica.
Nel mio armadio c'è un maglione nuovo. Verde, vecchio, non è il mio.
Mi sta bene, sembra la mia taglia.
Mi sono ricordata che volevo scrivere per essere libera.
Libera di andare tornare partire restare ricordare dimenticare. Guardare il mondo e trovare un posto.
Lo avevo dimenticato.
Ascolto i Nirvana come quando avevo 14 anni.
So dove andare, non ancora come.
Ma il come è la strada, il mistero, il maglione verde, il silenzio, l'assenza, i veri ricordi, i finti ricordi, il passato e il presente.
Il futuro no.
Quello è ancora lì. Fra il collo e la pancia. Uno di quei fiori che trovi in campagna che hanno un rigonfiamento sotto la corolla, sono pieni di polline e pronti ad esplodere.
Basta toccarli.
Plaf!


  



giovedì 28 giugno 2012

Verde Marocco

Oggi la luce è verdina come un temporale senza nuvole e senza pioggia.
Un merlo mi guarda con un occhio solo.
Sta sulla grondaia della casa accanto.
I vicini sono quasi sempre via... che lavoro faranno?
Voglio anch'io essere abbronzata come loro, fare sport regolarmente e non preoccuparmi se il giardino si riempie di foglie.
Proprio come loro.
Il merlo è volato, ma prima di andarsene ha fatto la cacca, è finita sulla finestra dei vicini.
Dovrebbero stare un poco più in casa, i vicini.
La luce è verde come quel giorno in cui ero in una casa troppo grande, c'era il temporale e avevo cinque anni, cercavo mia nonna ma non trovavo più la strada per salire dal cortile sul retro al secondo piano.
La luce è verde oggi e mi perdo ancora.
La casa è troppo piccola stavolta per non ritrovare la strada.
Mi chiamo da sola, dentro.
I vicini poi, secondo me, non perdono mai la strada, giusto qualche volta a NYC oppure in Marocco quando sono in ritardo per l'apero.

martedì 12 giugno 2012

Come finirà

Diciamoci la verità, è il 12 giugno piove da due mesi e stamane c'erano 14 gradi.
La gente non ne può sinceramente più.
Un signore nella terrazza di un café vicino casa nostra (vorrei aprire una riflessione: qui chiamano terrazza quello che in Italia chiamiamo dehors, quanto male dovremmo ancora fare al mondo?) era sotto la pioggia, con la sua chitarra, cantava in un inglese un po' trascinato mentre la pioggia diluiva il suo whisky liscio.
Avrei voluto sedermi con lui, annegare nei luoghi comuni, nel pop cantato male e in liquori stranieri.
Avrei voluto una giornata piena di nostalgia e silenzio e banalità rassicuranti come una pagina di Hemingway.
Ho una giornata con il cappotto zuppo che comincia a fare cattivo odore, dentro la biblioteca Truffaut (che è dentro Les Halles, interrata e senza una finestra), con una traduzione in francese da finire e la sceneggiatura di Quai des Orfèvres di Clouzot che mi guarda dall'altra parte del tavolo e mi parla ancora di liquori stranieri, nostralgia, e tutto il resto.
Finirà che stasera usciremo a mangiarci una pizza.
Non fosse altro che la parola whisky è troppo ricorrente oggi.

giovedì 7 giugno 2012

Non classificabile

Nel reparto musica della biblioteca di Montreuil c'è un intero scaffale di cd sotto l'etichetta "non classificabile".
Indovinate come ho scelto la musica da portarmi a casa questa settimana?
Pink Martini in cima alla pila per la primavera più fredda di sempre.

domenica 3 giugno 2012

Volume 2

E' uscito il tomo due di Galope comme le vent e nel frattempo accadeva tutto il resto.
Un po' più denso di 46 pagine colorate e formato album, quello che accadeva.
Tutto, il contrario di tutto e poi ancora tutto il resto che ancora c'era dello spazio per riempire le giornate.
In ogni caso Merci a Roberta Pierpaoli per aver disegnato, a Audrey Alwett per la cura editoriale, allo studio Yellowhale con i colori di Alessandra Dottori e Ketty Formaggio

sabato 19 maggio 2012

Pecore azerty

Non ho scritto ma ho avuto delle buone ragioni, cose del tipo che è stato il mio compleanno, che a Parigi il bel tempo non vuole proprio arrivare, che è ricominciata la stagione dei vide grenier, che ho visto moti film al cinema, che ho mangiato un sacco di volte la pizza che mi era venuta una specie  di crisi di astinenza, che lavoro a cose nuove e vecchie allo stesso tempo, che ho preso 18 su 20 nell'ultimo scritto di francese e sono contenta come se avessi 7 anni, che i pomodori resistono alla grandine a un maggio che sembra novembre, che ho imparato a usare una tastiera francese (AZERTY) e ora faccio errori con quella italiana e vice-versa, che uno dei miei regali di compleanno era lo stesso di un bambino che conosco e che ha compiuto 5 anni e allora ho pensato che la vita nonstante tutto mi va bene.
Era quello che un po' volevo, avere un po' per sempre 5 anni.

venerdì 4 maggio 2012

Caro Studente...

Non ci conosciamo e non ci conosceremo mai, sappi però che ti sono vicina. Il tuo insegnante è seduto qui davanti a me in biblioteca.
Da cinque minuti legge il tuo compito, scuote la testa, fa delle grosse X rosse sul tuo foglio, scappia a ridere (la definirei una risata isterica) e continua a ripetere Ce n'est pas vrai !
Un po' sta diventando molesto il tuo insegnante.
Spero che i tuoi genitori siano comprensivi e che tu non abbia il BAC quest' anno.
Ho una domanda però, come hai fatto a riempire 4 fogli?
Ti consiglio la sintesi la prossima volta.

venerdì 27 aprile 2012

Incubi, accenti e sardegna

Faccio spesso degli incubi ultimamente.
L'altra notte per esempio ho sognato che tornavo in Italia e vista la mia dislessia apprendevo con orrore che c'era stata una riforma ortografica della lingua italiana, che erano cambiate le regole per le doppie e divenuti obbligatori gli accent tonici.
Improvvisamente mi accorgevo di non poter più scrivere in nessuna lingua.
Poi ho sognato, sempre la stessa notte, che la Sardegna si era resa indipendete con lo slogan: Un altro mondo è possibile, la rivoluzione passa dalla Sardegna e allora tutti mi chiedevano dove ero invece di partecipare alla rivolta sarda.
Mi sentivo in colpa.

domenica 22 aprile 2012

Il mio secondo romanzo.

Volevo dire che ora scriverò il mio secondo romanzo.
Il primo verrà editato dopo il secondo, per chi se lo stesso chiedendo.
Voglio scrivere un romanzo chick-lit: la vita parallela e surreale di una 35 annoiata che riceve una volta a settimana delle mail da Michelle Obama che diventa la sua confidente segreta.
La suddetta 35 annoiata investe 3$ e vince una cena con Obama e Clooney.
Cerco un editore.
Vanno bene anche 3$.
Grazie.
Il libro avrà come titolo Dinner with me.
Tutti i diritti sono riservati.
Il libro sarà dedicato a mio fratello per il know-how della mailing list Obama.

venerdì 20 aprile 2012

Oggi...

Oggi vorrei essere in un film con la colanna sonora di Damien Rice.
Cena alle sette con il sole.
Patatine fritte e ketchup.
Centri commerciali.
Pioggia e auto scure.
Abiti neri, Armani.
Capelli biondi e lisci. Vino rosso e bicchieri enormi.
Vorrei compreare un biglietto aereo per Boston e lasciarmi inghiottire dalla folla.
Mi consolo pensando che la pioggia già c'è e che in ogni caso dire di voler essere inghiottiti dalla falla di Boston scappa a un luogo comune ancora peggiore: essere inghiottiti dalla folla di NY.

mercoledì 18 aprile 2012

Tango

Quando prenderemo una casa più grande comprerò un vecchio giradischi, ne ho già visto uno che mi piace molto. Andrò la domenica mattina nei vide-grenier a comprare vecchi singoli.
Tanghi argentini pieni di scricchioli.
L'inverno sarà più breve, con un disco sul giradisco [cit.]


L'autre

L'autre est toujours plus riche, intelligent, beau, séduisent que moi. Mieux élevé, hébergé, habille, employé. L'autre est...