giovedì 7 aprile 2011

24. Le cose della Chiesa

È venuto il prete a parlarci. È perché ho ucciso nonno con la pistola a Raggi Alfa. Mi hanno detto che lui era il prete di San Vito anche quando ci viveva ancora mio padre e infatti è vecchissimo, più vecchio anche del nonno. Tutte le aliene vestite di nero si sono messe vicino al prete e hanno tutte cominciato a pregare. Io no. Papà a detto che non ero obbligato e se volevo potevo fare un'altra cosa. A me non mi piace tanto pregare perché mi viene che mi sento come un imbarazzamento nella pancia e mi si scaldano tutte le guance e allora non mi piace. Il prete si chiama Don Giovannino e è proprio un prete e non un ebreo. Gli ebrei sono diversi perché hanno la barba lunga e i cappelli neri e dicono le barzellette. A me mi piacerebbe essere ebreo. A scuola c'è un bambino ebreo e lui si vede che è ebreo perché sembra una persona importante e i suoi genitori sono sempre molto occupati lavorano nella specie di chiesa degli ebrei che ora non so come si chiama ma prima lo sapevo. Gli ebrei sono così, gli viene naturale essere importanti. Questo bambino ebreo si chiama Davide e io lo invidio molto perché a scuola, quando noi facciamo religione lui va nell'aula di arte a disegnare, e a mensa certe volte gli danno le cose diverse da mangiare. Per esempio a lui non gliela danno mai la pasta più schifosissima della scuola che è quella con il prosciutto e la panna che diventa tutta incollosa. Se sei ebreo è meglio e devi imparare tutte le cose degli ebrei. Io lo avevo chiesto a mamma se potevo diventare ebreo perché così andavo anche io a disegnare e non mi mangiavo più la pasta cattiva ma quella al pomodoro. Lei mi ha detto che non era per questo che uno decide di diventare ebreo e poi mi ha detto che comunque noi non siamo ebrei. A me non m'importa. Prima non avevo neanche i superpoteri e poi mi sono venuti. Può succedere pure che una mattina mi sveglio e sono diventato ebreo. Se divento ebreo Davide sicuro se ne accorge perché lui sa tantissime cose della sua religione e può essere che diventiamo amici. Adesso non siamo tanto amici perché lui sta sempre con le femmine che gli fanno tutte le feste perché sono stupide. A me non mi piace stare con le femmine e perciò non ci sono tanto diventato amico con Davide. Sono più amico con Alim che non è ebreo ma di un'altra cosa degli indiani e infatti lui odora sempre di pollo al curry e quando sono andato a casa sua ho mangiato delle cose buonissime che io non mangio mai. La mamma di Alim ci ha dato il pane con dentro le patate e delle lenticchie che erano buonissime e è strano perché a me di solito le lenticchie mi fanno schifissimo. Alim gioca sempre a calcio e vuole fare il calciatore e secondo me ci riesce anche se non ci sono tanti calciatori indiani famosi, però lui ci può sempre diventare. Volevo dire tutte queste cose che stavo pensando a papà, ma lui si era messo a pregare con Don Giovannino e con le vecchie aliene e quando hanno finito mi ha preso per mano e ha detto che dovevamo uscire insieme. A me non mi andava che anche se non mi piace pregare mi piace guardare quello che succede nelle cose della chiesa. A papà però gli veniva da piangere anche se non si voleva far discoprire e allora gli ho detto che andava bene. Siamo andati fino al bar dei gelati, non quello vicino che è sulla spiaggia e che c'eravamo andati per la colazione, ma quello grande che è al centro della città. Ho chiesto a papà perché eravamo andati via e lui mi ha detto che adesso facevano delle cose al nonno che era meglio per un bambino che non le vedevo. Gli ho chiesto che cosa e lui gli è rivenuto un po' da piangere e ha detto solo che lo preparavano per i funerali. Allora ho capito che lo toglievano dalla stanza buia e lo mettevano dentro la bara. Volevo chiedere come la chiudevano ma dopo avevo troppa paura che papà si metteva a piangere troppo e che quelli dei gelati se ne accorgevano e dopo mi veniva vergogna perché lui è grande e se anche io ho sei anni adesso, non so bene che fare se papà si mette a piangere.