Per il 2012 adotterò la strategia di Africa canescemo.
Dormiere al sole e premio di cane a volontà!
sabato 31 dicembre 2011
martedì 27 dicembre 2011
Oggi
Allora metà delle cose sono già fatte e metà ancora da fare.
Bevo ancora un caffé prima di uscire. Guardo il sole dalla finestra e l'azzurro del cielo.
Ascolto canzoni facili e dalle parole lente.
Riconosco la malinconia del futuro e la perdita del passato nell'agitazione che dilata la pancia, nella gola che non ingoia nel rispiro che non scende.
Trentacinque anni in una sola mattina d'inverno.
Quello che ho perso, quello che non cerco, quello che ancora non trovo.
Ci saranno sempre altre borse da riempire, altri treni, altri aerei, gli occhi nuovi di chi ti guarda e sorride, nuove confidenze, nuovi modi per sorridere.
Bevo ancora un caffé prima di uscire. Guardo il sole dalla finestra e l'azzurro del cielo.
Ascolto canzoni facili e dalle parole lente.
Riconosco la malinconia del futuro e la perdita del passato nell'agitazione che dilata la pancia, nella gola che non ingoia nel rispiro che non scende.
Trentacinque anni in una sola mattina d'inverno.
Quello che ho perso, quello che non cerco, quello che ancora non trovo.
Ci saranno sempre altre borse da riempire, altri treni, altri aerei, gli occhi nuovi di chi ti guarda e sorride, nuove confidenze, nuovi modi per sorridere.
sabato 24 dicembre 2011
Casa
martedì 20 dicembre 2011
Correre! Correre!
domenica 18 dicembre 2011
Dolci di Natale e non solo...
Negli ultimi giorni abbiamo cucinato risotto con amici francesi e giapponesi e bevuto beaujolais insieme a delle piadine romagnole a casa di amici italiani.
Un po' è Natale anche qui anche se non sembra tanto, anche se è strano ma non so se è bene o no.
Ho scoperto che quello nella foto è il dolce tipico di Natale in Francia, lo asseggerò prestissimo. Si chiama bûche de Noël.
giovedì 8 dicembre 2011
Brigade des maléfices
Abbiamo scoperto anche una nuova serie e penso che un po' piacerebbe alla Famiglia M. e anche alle due più giovani...
Nel frattempo sembra che dopo sei settimane la banque postale abbia deciso di aprirmi il conto e di concedermi un bacomat... forse, non è ancora certo... nella busta che ho ritirato oggi alla posta e che non ho ancora aperto mi aspetto che potrebbe esserci di tutto.
Non so... un buono sconto di cinque euro per l'aquisto di un nuovo cellulare... ovviamente il buono sarebbe valido solo a patto di avere un bacomat... ah... l'umorismo francese, quanto male alla mia mente fragile!
domenica 4 dicembre 2011
Domenica con Monsieur Dupont
Lavoro in biblioteca e aspetto degli amici che verranno a prendermi per la merenda.
Ascolto dei brani in francese per migliorare la pronuncia... per fortuna che Monsieur Dupont alla fine ritrova un lavoro... non ne potevo più delle sue lamentazioni!
sabato 3 dicembre 2011
Buon lavoro!
In biblioteca sono tutti un po' tristi, una settimana senza caffetteria è dura per chiunque.
Un bambino davanti a me ha una pila di quaderni e una faccia che è la faccia, mi viene da pensare, di uno che si è innamorato della compagna di classe ma non è il ragazzino fico, solo quello che è simpatico il giusto, carino il giusto, si veste bene il giusto, studia il giusto e lunedì bisogna consegnare i compiti e oggi piove e niente calcio nel pomeriggio...
Ecco bambino, stai tranquillo, certe volte sarà peggio di così la tua vita, ma sarà anche meglio... si vede dal modo che hai di guardarti intorno e di mordere la matita facendo le smorfie e di poggiare con indolenza la testa sul braccio steso sul tavolo che hai la giusta leggerezza per stare al mondo senza bisogno di tante parole perché la vita arriverà così, senza che te ne renderai conto.
Fidati che sarà la cosa migliore che potrà capitarti.
venerdì 2 dicembre 2011
café
Nel frattempo continuano gli impegni, il lavoro, la burocrazia infinita, i distributore di caffè e snack della biblioteca rotti... per fortuna oggi è smesso di piovere...
Ora mi concederò una pausa, andrò fino al bar all'angolo e berrò un café seduta al sole.
Ecco, ho tanto bisogno di sole, di silenzio, di vuoto, di un giorno di vacanza passato a leggere e passeggiare con tante merende e torte e aperitivi...
venerdì 25 novembre 2011
Faubourg de Montmartre
Il teatro è stato il mio primo amore, ho avuto la fortuna di lavorarci per un paio di anni e quando ci passo davanti, quando indovino quello che succede dentro: si monta un nuovo spettacolo, si smonta, arrivano gli attori, qualcuno è in ritardo sulla convocazione, i bagni sono nuovamente rotti, arriva la stampa e il pubblico non è sufficiente... ecco in quel momento lì io mi sento che mi viene la commozione.
mercoledì 23 novembre 2011
Navet
Al mercato ho comprato delle navets e ora è sorto un problema: non so cucinarle e non sono neanche sicura del loro nome italiano. Si accettano consigli!
venerdì 18 novembre 2011
Orchi
Succede anche che sono un po' indietro con il lavoro e allora cerco di recuperare e poi mi stanco e dimentico le idee che avevo avuto ma poi me le ricordo e tutto va bene.
Poi me le dimentico ancora, le idee, e allora compro un nuovo quaderno ma dimentico di metterlo nel mio zaino.
Poco fa un bambino in ascensore mi ha detto che Shrek è più forte di Obelix e io ho pensato, ah ecco, infatti siamo in Francia.
Ho voglia di mangiare Mont-Blanc.
venerdì 11 novembre 2011
Nomi
venerdì 4 novembre 2011
Inaspettato
Nel palazzo di fronte fanno dei lavori.
C'erano degli arabi che cantavano e per la prima volta ho notato che la lingua araba ha una dolcezza nei suoni per me inaspettata.
domenica 30 ottobre 2011
Lettore DVD
Mi piace pensare che fosse La vita è meravigliosa di Franck Capra.
Mi piace fare pensieri fuori luogo e fuori posto, è l'unico modo che conosco per non cedere il passo a tutto il resto.
Bonne nuit, monsieur !
venerdì 28 ottobre 2011
Scorie radioattive

Quando ci siamo alzati abbiamo visto un tale arrampicato sopra l'albero del cortile, era in cima e tagliava i rami.
Abbiamo controllato subito la nostra nuova assicurazione abitazione (qui obbligatoria) per capire se eravamo coperti da eventuali danni causati dai rami.
Alla fine è così, vivi una vita senza assicurazione e poi da un giorno all'altro ti svegli e vai a consultare l'opuscolo informativo.
Ho scoperto che non siamo coperti nel caso in cui decidessimo di stoccare scorie radioattive nella nostra abitazione o di procedere con reazioni nucleari.
Mi sembra giusto.
Per quello ci pensa già l'edf.
giovedì 27 ottobre 2011
Cacchettino & Elaltro

Elaltro è molto incuriosito da noi e tenta di avvicinarci anche se con timore, direi a ragione visto che gli parlo sempre in italiano e non capisce una parola di quello che gli dico... Ho scoperto di non saper parlare agli animali di queste parti... come li devo chiamare? Micio? Micio Micio? Petit?
Non so... comunque Elaltro è giovane e la mattina quando esco in giardino arriva subito, si mette sugli alberi e mi guarda e un po' mi segue.
Cacchettino no, lui viene solo a fare la cacca e si dimentica di ricoprirla.
mercoledì 26 ottobre 2011
Prestiti
domenica 23 ottobre 2011
Mondine à Paris
Quest'anno il tema era la guerra e sono arrivate le Mondine di Bentivoglio, erano vecchissime alcune e molte di loro era la prima volta che prendevano l'aereo. Hanno cantato e poi non volevano più andarsene, stavano molto attente alla traduzione in francese che mica si fidavano tanto dei traduttori e poi alla fine hanno continuato a fare festa e a cantare tutta la notte al secondo piano dove c'era la cena.
sabato 22 ottobre 2011
Gatti, burocrazia e ciclamini
Per fortuna che oggi la direttrice dei rapporti con il pubblico de la banque postale era di buon umore e si è commossa per il mio caso disperato, lunedì chiederà al suo superiore e mi richiamerà, forse, ma solo forse potrò avere insieme i documenti A e i documenti B.
Sarebbe fantastico! Nel frattempo ho piantato un ciclamino rosso dei peperoncini decorativi sempre rossi, una campanula viola e una pansé nel nostro giardino. Mentre facevo le buche per mettere le piante sono arrivati i gatti molto sospettosi e mi hanno guardato da lontano e appena sono entrata sono corsi a controllare cosa avessi fatto.
Avevo molto freddo in giardino, infatti c'erano solo due gradi ho saputo dopo.
venerdì 21 ottobre 2011
Sedie e buon umore
Una bambina è caduta nella sala lettura dedicata ai bambini che hanno meno di quattro anni ma poi si è subito rialzata e si è messa a ridere. Un'altra bambina trasportava le sedie di polistirolo da una parte e l'altra e quando le abbiamo sorriso è scappata dalla mamma ma poi è tornata.
Perché facevamo una riunione di lavoro occupando uno spazio indebitamente non nostro non lo so... però la vista sul terrazzo era davvero invitante e i libri pieni di colori e i divani super comodi.
Lì, in quella zona lì della biblioteca ti viene il buon umore!
martedì 18 ottobre 2011
Tutto quello che cambia...
Insomma adesso succedono cose che prima non immaginavo che non sono belle e che non sono brutte ma che spingono in altre direzione, in altri posti e allora ci sono i gatti nel nuovo giardino che mi guardano mentre lavoro e ci aspettano la sera.
C'è il nome sulla buchetta delle lettere e un nuovo posto dove bere una birra la sera. C'è un signore che prima suonava in una rock band hippie (almeno io penso così) che voglio assolutamente consocere e questa biblioteca bellissima da cui scrivo ora. C'è il nuovo insegnante di francese e le mie vecchie scarpe che si sono tutte rivinate nel camminare e nel fare cose e invece di buttarle le terrò per piantare una pianta di pomodori in giardino a primavera. Ci sono dei nuovi vicini di casa che noi in realtà per caso già li conoscevamo ed è bello che siano vicini. Raro per questa città come dice qualcuno.
Oggi dopo tanto tempo è guardare con gli occhi grandi e aperti e non avere più tanta paura e non conoscere il futuro e pensare che sarà la nostra fortuna e il nostro domani, non conoscere il futuro che alla fine domani ci sarò la marmellata di more da mangiare e un impegno di mattina presto e la spesa da fare e tutto il resto.
Ben ritrovati a tutti.
sabato 17 settembre 2011
Questo è l'autunno del nostro...
giovedì 15 settembre 2011
Oh, no! Il dossier no!
Sogno di cercare casa praticamente tutte le notti.
Cerco casa praticamente tutto il giorno.
Ho visto case che io non pensavo la gente potesse proporti di vivere lì ma che poi tu dici, va bene possiamo vivere qui e allora c'è la lotteria del dossier.
Tu lasci il tuo dossier alla fine del tour insieme agli altri interessati, quello con le referenze migliori vince.
Ecco, cercare casa a Parigi a settembre è un po' come giocare a poker, devi prima imparare le regole.
Oppure affidarti alla sorte.
Comunque era per dire che se non scrivo qui in queste settimane è perché scrivo ad un sacco di persone che affittano casa e poi le incontro queste persone e poi certe volte vado ai RDV porte aperte e mi vengono le crisi d'ansia ma poi penso che ce la faremo e un po' mi tranquillizzo e poi c'è di nuovo la lotteria dossier e mi torna l'ansia.
Ma tutto questo presto finirà, oggi sono ottimista.
Ho sognato che trovavamo casa ed era addirittura un bel posto.
martedì 30 agosto 2011
Questione di taglie
lunedì 29 agosto 2011
Poi a casa era un giorno di festa

mercoledì 24 agosto 2011
Ritornare
Succede così che alla fine prendo una pausa da tutto.
Niente vacanza, tante cose da fare ma soprattutto per un po' basta routine.
Non ho aggiornato il blog ma in compenso ho giocato con la mia cagna scema, parlato con mio nonno della guerra, visto amici che non vedevo da troppo tempo, mangiato gelati, visto il tramonto a Roma e poi a Bari, bevuto birre ghiacciate e chiacchierato di cose importanti perché ora non le ricordo. Ho letto, passeggiato, ho avuto delle belle giornate, delle crisi d'ansia, scoperto musica nuova e libri vecchi, imballato cose e spedito pacchi.
Da oggi torno anche a scrivere qui e sull'altro blog.
mercoledì 3 agosto 2011
Pellegrini con Spread a seguito
Alla faccia del default, dello spread e di tutte quelle cose che anche al bar, la mattina se scendi a prendere un caffé, tutti ne parlano.
Mi sembra che non ci sia nulla da aggiungere.
Almeno per oggi.
Sui discorsi del bar invece ne riparleremo presto...
sabato 30 luglio 2011
Enciclopedia tascabile della vita pratica
In queste settimane è tutto un sali sul treno, scendi dal treno, fai lo zaino, disfa lo zaino, svuota una cantina, riempi idealmente la cantina, prepara delle scatole, butta delle scatole, imballa vestiti, elimina mobili.
La scoperta più bella di tutto l'ultimo periodo resta un libricino quadrato del 1963 dal titolo: Arredo la mia casa. Ora ho deciso, io voglio una casa come quella dei disegni che illustrano questo nono numero dell'enciclopedia tascabile della vita pratica...
Voglio anche tutti gli altri otto volumi! Ho appena controllato su google... i volumi sono tantissimi, molti di più di otti... li voglio tutti! Non posso più vivere senza... con un'enciclopedia tascabile della vita pratica la mia vita non sarà più la stessa, è quello che mi serve, lo so!
martedì 19 luglio 2011
Il sistema capitalistico dei ghiaccioli
Ieri erano finiti i miei ghiaggioli preferiti: gusto amarena, capita spesso purtroppo... Allora mi faccio delle domande: perché finiscono sempre? di chi è la colpa? Se ne producono pochi o c'è troppa richiesta? Perché il mercato non si adegua? Non volevamo essere un paese capitalista e globale a ogni costo?
Voglio vedere i fatti!
sabato 16 luglio 2011
Oggi è stato
martedì 12 luglio 2011
31.Battere le scene
Allora adesso faccio come abbiamo detto in macchina. Faccio come quando ho battuto le scene e ero uno degli amici di Peter Pan anche se a me mi sarebbe piaciuto di più fare Peter Pan.
Quando batti le scene vuol dire che fai il teatro e che ti vengono a vedere e alla fine ti appluadono. Quello che ti succede quando sei dentro al teatro non è per davvero ma non è neanche come le bugie. È una via di mezzo che adesso non so tanto bene spiegare.
Comunque adesso faccio come mi ha detto papà e anche se ci fanno vedere Vik io dico che non lo so chi è quel signore. Per me è facile. Io sono bravo a battere le scene e infatti non ho capito perché non mi hanno fatto fare Peter Pan o Capitan Uncino o il Coccodrillo che mi piacevano di più perché mi si vedeva meglio anche da lontano, tipo all'ultima fila. Forse era perché andavo ancora alla scuola dei piccoli e avevo solo cinque anni. Le mastre alla scuola dei piccoli non sono tanto con l'intelligenza e infatti certe volte proprio gli devi spiegare ogni cosa. Una volta alla scuola dell'asilo ho dovuto dire alla maestra come funzionava che nascevano i bambini perché lei a Filippo gli aveva detto che non lo sapeva tanto bene pure se ce ne aveva uno di bambino nella pancia. Io lo so bene invece come succede che nascono i bambini. Mi sono preso tutte le informazioni perché mi era venuta paura che mamma e papà volevano fare un fratello o peggio una sorella. Avevo saputo che i genitori dopo, a un certo punto, si stancano di te e vogliono un bambino nuovo che magari lo fabbricano meglio, loro pensano. Comunque mamma e papà mi hanno comprato questo libro che si chiama No sotto un cavolo! e io l'ho letto tutte le sere che mi piaceva anche se nelle figure non si vedeva mai bene la faccia delle persone e anche se poi io guardavo solo le figure perché avevo ancora cinque anni e non sapevo leggere bene. I bambini nella pancia della mamma ce li mette il papà perché sono piccolissimi all'inizio e crescono solo quando stanno nella pancia della mamma. Il papà prima li tiene anche lui dentro la pancia e poi li fa uscire dal pisello che papà mi ha detto che è meglio che dico pene anche se a me non mi fa pena ma pene non c'entra niente e non è come fare i plurali a scuola. Così ho capito. Adesso però non è importante che la maestra non lo sapeva dei bambini e non sapeva neanche che io ero bravo a battare le scene. Oggi farò una recitazione bellissima e non mi sento neanche nervoso perché mi piace e poi così ci ridanno nonno, anche se papà non mi ha ancora detto di questo e io faccio finta che non lo so. Non lo voglio agitare papà che poi gli torna la faccia brutta. Mi sono pure rimesso il costume da Invisible SuperGuy e adesso va tutto bene. Con i SuperPoteri posso essere bravissimo con le scene, pure bravo come il film di InvisibleSuperGuy se lo fanno. Papà invece gli tremavano un po' le mani e prima di entrare ha voluto che andavamo a fare una passeggiata nel parco che c'è vicino alla polizia. Ma faceva caldissimo e c'erano tutte le cicale che cantavano e allora siamo ritornati indietro e siamo andati dentro. Papà mi ha stretto tutto il tempo forte la mano perché voleva che gli facevo l'incoraggiamento che lui non è bravo come me a battere le scene. Ma alla fine è stato bravo pure lui e dopo gli hanno fatto firmare tutti i fogli e ci hanno detto che potevamo andare via. Mi hanno trattato bene e mi hanno dato due volte la coca cola da bere. Avevo pure provato a chiedere le patatine fritte con la senape ma papà non ha voluto che le chiedevo e la polizia non me le ha portate. L'unica cosa che mi ha fatto dispiacere è che Vik non mi vedeva che era chiuso in un'altra stanza e io lo vedovo nella televisione per dire che non lo conoscevo. A Vik secondo me gli piaceva vedere come battevo le scene e mi diceva pure bravissimo se mi vedeva.
Quando batti le scene vuol dire che fai il teatro e che ti vengono a vedere e alla fine ti appluadono. Quello che ti succede quando sei dentro al teatro non è per davvero ma non è neanche come le bugie. È una via di mezzo che adesso non so tanto bene spiegare.
Comunque adesso faccio come mi ha detto papà e anche se ci fanno vedere Vik io dico che non lo so chi è quel signore. Per me è facile. Io sono bravo a battere le scene e infatti non ho capito perché non mi hanno fatto fare Peter Pan o Capitan Uncino o il Coccodrillo che mi piacevano di più perché mi si vedeva meglio anche da lontano, tipo all'ultima fila. Forse era perché andavo ancora alla scuola dei piccoli e avevo solo cinque anni. Le mastre alla scuola dei piccoli non sono tanto con l'intelligenza e infatti certe volte proprio gli devi spiegare ogni cosa. Una volta alla scuola dell'asilo ho dovuto dire alla maestra come funzionava che nascevano i bambini perché lei a Filippo gli aveva detto che non lo sapeva tanto bene pure se ce ne aveva uno di bambino nella pancia. Io lo so bene invece come succede che nascono i bambini. Mi sono preso tutte le informazioni perché mi era venuta paura che mamma e papà volevano fare un fratello o peggio una sorella. Avevo saputo che i genitori dopo, a un certo punto, si stancano di te e vogliono un bambino nuovo che magari lo fabbricano meglio, loro pensano. Comunque mamma e papà mi hanno comprato questo libro che si chiama No sotto un cavolo! e io l'ho letto tutte le sere che mi piaceva anche se nelle figure non si vedeva mai bene la faccia delle persone e anche se poi io guardavo solo le figure perché avevo ancora cinque anni e non sapevo leggere bene. I bambini nella pancia della mamma ce li mette il papà perché sono piccolissimi all'inizio e crescono solo quando stanno nella pancia della mamma. Il papà prima li tiene anche lui dentro la pancia e poi li fa uscire dal pisello che papà mi ha detto che è meglio che dico pene anche se a me non mi fa pena ma pene non c'entra niente e non è come fare i plurali a scuola. Così ho capito. Adesso però non è importante che la maestra non lo sapeva dei bambini e non sapeva neanche che io ero bravo a battare le scene. Oggi farò una recitazione bellissima e non mi sento neanche nervoso perché mi piace e poi così ci ridanno nonno, anche se papà non mi ha ancora detto di questo e io faccio finta che non lo so. Non lo voglio agitare papà che poi gli torna la faccia brutta. Mi sono pure rimesso il costume da Invisible SuperGuy e adesso va tutto bene. Con i SuperPoteri posso essere bravissimo con le scene, pure bravo come il film di InvisibleSuperGuy se lo fanno. Papà invece gli tremavano un po' le mani e prima di entrare ha voluto che andavamo a fare una passeggiata nel parco che c'è vicino alla polizia. Ma faceva caldissimo e c'erano tutte le cicale che cantavano e allora siamo ritornati indietro e siamo andati dentro. Papà mi ha stretto tutto il tempo forte la mano perché voleva che gli facevo l'incoraggiamento che lui non è bravo come me a battere le scene. Ma alla fine è stato bravo pure lui e dopo gli hanno fatto firmare tutti i fogli e ci hanno detto che potevamo andare via. Mi hanno trattato bene e mi hanno dato due volte la coca cola da bere. Avevo pure provato a chiedere le patatine fritte con la senape ma papà non ha voluto che le chiedevo e la polizia non me le ha portate. L'unica cosa che mi ha fatto dispiacere è che Vik non mi vedeva che era chiuso in un'altra stanza e io lo vedovo nella televisione per dire che non lo conoscevo. A Vik secondo me gli piaceva vedere come battevo le scene e mi diceva pure bravissimo se mi vedeva.
lunedì 11 luglio 2011
Semi di Crescione
Abbiamo fatto però una nuova gita, ascoltato un concerto à la Villette, fotografato dei vecchi mulini e giocato di nuovo a Pétanques. Per questa nuova partita abbiamo optato per delle squadre di genere e Lea e Chiara erano bravissime! Abbiamo vinto tre partite su tre!
Ieri qualsiasi cosa volessi mangiare in giro per la città non c'era, era appena finita, c'era ma non volevano vendermela... sembrava che Parigi avesse deciso di mettermi a dieta!
Degli amici si sono trasferiti in una casa molto bella e per festeggiare gli abbiamo regalato dei semi di crescione. Qui in Francia la crémaillère è una vera e propria istituzione, credo che la giusta espressione sia pendre la crémaillère, è una grossa festa per l'inaugurazione di una casa... non vedo l'ora che i nostri amici la facciano, perché tutti ne parlano sempre e io non sono ancora mai stata!
venerdì 8 luglio 2011
30. Fichi dell'India
Dopo con papà ci siamo fermati lungo la strada per fare la pipì vicino alle piante dei fichi dell'India che hanno le spine e pure i frutti hanno le spine e non somigliano per niente all'albero dei fichi che c'è nel giardino a Bolzano.
L'India penso che è lontana e perciò non so perché si chiamano così, forse perché ci sono uguali in India o perché gli piacciono solo agli indiani e allora era più giusto chiamarli i fichi degli indiani, secondo me.
Le piante dei fichi dell'India somigliano ai cactus dei film western ma con i frutti sopra.
Mentre facevo la pipì ho visto che c'era una farfalla tutta violetta che mi piaceva molto e papà mi ha detto che si chiama Cavolaia e che le piacciono i cavoli. Lì non c'erano i cavoli e papà allora mi ha detto che si vede che le piacciono pure i fichi e che se non ci sono i cavoli mangia quelli. Speriamo che sta attenta perché si può tutta pungere le ali. Comunque fa bene a non mangiarne tanti di cavoli che fanno puzza e non sono tanto buoni, è meglio se assaggia anche altre cose o si mangia i fiori come le altre farfalle. Papà dice che le spine dei fichi dell'India anche se sono piccole e sembra che non fanno niente fanno malissimo e ce ne sono di così piccole che quasi sono invisibili. A me mi è venuta voglia di toccarli perché con i SuperPoteri non mi può succedere niente e volevo vedere come erano fatti da vicino. Mentre tornavamo dentro la macchina ne ho preso uno e all'inizio mi sembrava che andava tutto bene ma dopo, tutto insieme, mi è venuto un dolore e un bruciore fortissimo tutto nelle mani che, vaffanbroccolo, non lo potevo sopportare!
Ho subito dovuto buttare via il fico e ho cominciato tutto a urlare e a saltare per quanto avevo male. Papà si è accorto subito che era colpa delle spine e mi ha detto che non lo sto mai a sentire e che adesso bisognava togliere tutte le spine. Alla fine me le ha tolte tutte con le pinzette di mamma che tiene in macchina per quando si deve fare bella nelle sopracciglie. Secondo me è pazza! Le pinzette fanno malissimo e io quasi svenivo a ogni spina. Ci abbiamo messo tanto tempo a toglierle tutte e così papà ha dovuto telefonare alla polizia e dire che arrivavamo tardi, che eravamo ancora un po' distanti.
Gli ho chiesto a papà se per favore non glielo dicevamo a Vik di questa cosa che mi è successa che poi mi vergogno, che forse è successa perché sono ancora senza il mio costume che è ancora inumidito e non me lo posso mettere. Papà si è tutto messo le mani sulla faccia e mi ha chiesto se lo ero stato a sentire quando parlavamo di Vik e io gli ho detto Certo! Mica sono stupido io! L'ho capito che dobbiamo dire che non lo conosciamo Vik, ma se dopo per caso ci parliamo io voglio essere sicuro che lui non la viene a sapere questa cosa delle spine perché dopo si fa una opinione brutta e magari lo dice a Missy che pure se è femmina a me mi dispiace ancora di più se anche lei pensa che sono una mammoletta. Papà a detto che speriamo bene.
Io gli ho detto Non ti preoccupare, adesso mi rimetto pure il costume e va tutto bene.
L'India penso che è lontana e perciò non so perché si chiamano così, forse perché ci sono uguali in India o perché gli piacciono solo agli indiani e allora era più giusto chiamarli i fichi degli indiani, secondo me.
Le piante dei fichi dell'India somigliano ai cactus dei film western ma con i frutti sopra.
Mentre facevo la pipì ho visto che c'era una farfalla tutta violetta che mi piaceva molto e papà mi ha detto che si chiama Cavolaia e che le piacciono i cavoli. Lì non c'erano i cavoli e papà allora mi ha detto che si vede che le piacciono pure i fichi e che se non ci sono i cavoli mangia quelli. Speriamo che sta attenta perché si può tutta pungere le ali. Comunque fa bene a non mangiarne tanti di cavoli che fanno puzza e non sono tanto buoni, è meglio se assaggia anche altre cose o si mangia i fiori come le altre farfalle. Papà dice che le spine dei fichi dell'India anche se sono piccole e sembra che non fanno niente fanno malissimo e ce ne sono di così piccole che quasi sono invisibili. A me mi è venuta voglia di toccarli perché con i SuperPoteri non mi può succedere niente e volevo vedere come erano fatti da vicino. Mentre tornavamo dentro la macchina ne ho preso uno e all'inizio mi sembrava che andava tutto bene ma dopo, tutto insieme, mi è venuto un dolore e un bruciore fortissimo tutto nelle mani che, vaffanbroccolo, non lo potevo sopportare!
Ho subito dovuto buttare via il fico e ho cominciato tutto a urlare e a saltare per quanto avevo male. Papà si è accorto subito che era colpa delle spine e mi ha detto che non lo sto mai a sentire e che adesso bisognava togliere tutte le spine. Alla fine me le ha tolte tutte con le pinzette di mamma che tiene in macchina per quando si deve fare bella nelle sopracciglie. Secondo me è pazza! Le pinzette fanno malissimo e io quasi svenivo a ogni spina. Ci abbiamo messo tanto tempo a toglierle tutte e così papà ha dovuto telefonare alla polizia e dire che arrivavamo tardi, che eravamo ancora un po' distanti.
Gli ho chiesto a papà se per favore non glielo dicevamo a Vik di questa cosa che mi è successa che poi mi vergogno, che forse è successa perché sono ancora senza il mio costume che è ancora inumidito e non me lo posso mettere. Papà si è tutto messo le mani sulla faccia e mi ha chiesto se lo ero stato a sentire quando parlavamo di Vik e io gli ho detto Certo! Mica sono stupido io! L'ho capito che dobbiamo dire che non lo conosciamo Vik, ma se dopo per caso ci parliamo io voglio essere sicuro che lui non la viene a sapere questa cosa delle spine perché dopo si fa una opinione brutta e magari lo dice a Missy che pure se è femmina a me mi dispiace ancora di più se anche lei pensa che sono una mammoletta. Papà a detto che speriamo bene.
Io gli ho detto Non ti preoccupare, adesso mi rimetto pure il costume e va tutto bene.
giovedì 7 luglio 2011
Spaesamenti
Certe volte, presa alla sprovvista, parlo una lingua del tutto incomprensibile.
Abbiamo navigato il Canal D'Ourcq, giocato a pétanque, abbiamo pic-niqué con degli amici arrivati dall'Inghilterra e dalla Germania, incontrato e parlato con nuove persone.
Ho promesso che preparerò del tiramisù per il BBQ del 13 luglio ma non ho ancora capito dove comprerò il mascarpone.
Mi sono innamorata di un nuvo fumetto e ho visto tutta la serie The Walking Dead.
La vera novità è che tornerò a scrivere con regolarità su questo blog, ma da oggi anche su questo:
www.madamepetanque.blogspot.com Sarà un blog in francese e quindi pieno di errori. La mia pianta di basilico si è riempita di fiori e ieri un merlo è venuto perché voleva beccare i semini.
Buona lettura.
giovedì 30 giugno 2011
Une bulle
Je suis allée en Italie, je suis revenue à Paris, j'ai fait l'examen de française, j'ai fini deux travailles, j'ai rencontré par hasard deux amis à Paris, j'ai rencontré, pas par hasard autres deux amis, j'ai eu vraiment chaud et vraiment froid.
Je suis fatigué et bien à le même temps.
Dès trois jours je fais une chose un peu impolie : je regarde fixement les gens dans la rue ou le métro car tout à coup c'est comme si je sors de une bulle pour quelques minutes et soudain je peux comprendre ce que ils disent !
Après tout reviens comme toujours et il y a seulement de la bruit sans sens.
giovedì 23 giugno 2011
La fête de la musique
Il y avait la fête de la musique à Paris et alors nous sommes allés pour la ville pendant toute la nuit.
Nous sommes passés parmi un concert irlandaise, deux dj-set, un concert Rock & Roll des années '60 et après un concert jazz vraiment beau à la maison de la chasse. Oui, je sais : la maison de la chasse c'est horrible mais le bâtiment, l'endroit et l'orchestra étaient parfait...
Oui il y avait un ours blanc exposé comme un trophée, je suis vraiment contre la chasse mais toutes les dames étaient habillées comme les années '30, étaient vraiment veilles mais elles dansaient le charleston vraiment bien !
C'était tout comme un film de Lupin et je suis seulement une fille très fascinée par les belles choses !
lunedì 20 giugno 2011
Je suis trop nul
Tout le monde est plus fort et chaud que moi. Je suis trop nul et j'entre dans l'eau tout lentement et petit à petit.
De tout façon il me semble que 28° c'est peu pour nager.
Je préférerais 30° ou 31° et le soleil et le vent chaud et... d'accord, je suis nul !
Mais je aimerai bien un peu d'été !
sabato 18 giugno 2011
Qui est le Grand Babu ?
Elle est la parodie de Fantomas et alors, on se va toujours chanter cette chanson:
Chaviro Rotantacha Chamipataro Rogriapatacha Des figues, des bananes, des noix. Des noix, des bananes, des figues. Des figues, des bananes, des noix. Des noix, des bananes, des figues. Tout le monde y pue, Il sent la charogne. Y a que le Grand Babu Qui sent l'eau de Cologne Tout le monde y pue, Il fait mal au coeur. Y a que le Grand Babu Qu'a la bonne odeur. Chaviro chami Rotantacha Tantacha Chamipataro Rogriapatacha. Chaviro chami Rotantacha Tantacha Chamipataro Rogriapatacha.
Nous avons beaucoup de questions: qui est le Grand Babu et le Boudin sacré ?
venerdì 17 giugno 2011
En train de...

Voilà !
C'est GALOPE COMME LE VENTE VOL. 1 - Un Cheval pour Maëlys
©Soleil Editions - Srawberry
Il sera en librairie le 23 juin ! Merci à Roberta Pierpaoli qui l'a dessiné, à Stefania Bitta qui l'a représenté et merci beaucoup à Audrey Awlett qui est une editor vraiment super !
Depuis un grave accident survenu dans son enfance, Maëlys n’a plus jamais osé reprendre l’équitation. Lorsque ses parents déménagent, la jeune fille y voit l’occasion de refaire sa vie et d’oublier son cheval adoré, mort lors de ce malheureux événement. Mais elle n’avait pas prévu que sa meilleure serait une des deux écuyères-stars du centre équestre le plus proche. Maëlys pourra-t-elle vaincre sa peur et remonter en selle pour remporter le grand prix ?
domenica 12 giugno 2011
29. Rigeneralizzato
È successo che è stato tutto terribile!
Quando mi sono svegliato per andare a fare l'inconoscimento che facevo finta che non lo sapevo che andavamo a fare l'inconoscimento, le vecchie schifose mi avevano preparato un agguato con l'acqua per fare il bagno e quasi ci cascavo nel loro trucco da aliene!
Io il bagno non me lo faccio. Nella vasca mi posso pure affogare! Non è come la doccia. La doccia è come se piove e invece il bagno è come la piscina dove ti puoi annegare subito. Il bagno è pericolosissimo. Mi sono venute così tante furie che alla vecchia, quella più cicciona che si vede che è un po' il capo degli alieni, tipo un colonnello o un generale, io a quella cicciona gli ho dato un morso sulla faccia che mi ha subito lasciato e le è uscito tutto il sangue anche a lei.
Papà ha sentito che la vecchia urlava ed è venuto subito e aveva la faccia tutta brutta e mi ha preso su, ma non in braccio, mi ha tirato su come la busta della spesa e io gli ho cominciato a dare i calci. Papà mi ha detto che la dovevo smettere e che ora bastava e mi ha tolto il costume da Invisble SuperGuy e mi ha chiuso dentro il bagno.
Ha detto che mi faceva uscire solo se mi lavavo, che andava bene anche se facevo la doccia ma che mi dovevo lavare bene, anche dietro le orecchie e vicino alle caviglie che viene sempre tutto lo sporco marrone lì.
A me mi sono venute tutte le lacrime ma senza che piangevo.
Ho svuotato la vasca e dopo, quando era tutta vuota, mi sono fatto la doccia.
Mi sono lavato anche i capelli con lo shampoo che faceva un odore un po' cattivo, tipo di mela ma peggio.
Mi continuavano a venire tutte le lacrime, ma non piangevo perché erano fatti solo miei che mi venivano le lacrime e poi ormai ho sei anni e i superpoteri.
Adesso io, ho pensato, quando esco dal bagno non gli parlo più a mio padre e rimaniamo per sempre così che non ci parliamo.
Forse ci riparliamo un giorno dopo tanto, come nei film, ma non lo so.
Poi dopo sono uscito e era successa una cosa ancora più terribilissima, la vecchia cicciona per vendicarsi mi aveva lavato il mio costume da Invisible SuperGuy e non me lo potevo rimettere. Vaffanbroccolo!
Sono andato da mio padre e gli ho detto che Vaffanbroccolo, lui era uno stronzo caccoloso e che non mi dovevano prendere il vestito e che Vaffanbroccolo, è mio e nessuno lo può toccare e nessuno mi può più toccare nemmeno a me! Che io adesso non voglio più che qualcuno mi tocca! Gli ho dato tantissimi calci e pugni e spinte ma lui non ha fatto niente anche se gli facevo malissimo che alla fine mi erano andate via tutte le forze e non mi potevo rigeneralizzare perché ero senza costume. Papà alla fine, quando mi sono fermato, mi ha preso in braccio, non come la busta della spesa ma proprio in braccio, e mi ha detto che dovevo stare tranquillo, che passava tutto. Ma io ci stavo tranquillo, se la vecchia non mi aspettava per farmi l'intradimento del bagno, io ci stavo già tranquillo.
Papà mi ha detto che ci potevamo portare via il costume, che lo tenevamo in macchina e appena si asciugava me lo rimettevo.
Io sono andato subito a prenderlo e ho guardato malissimo tutte le vecchie che le volevo sparare se avevo ancora la pistola a Raggi Alfa!
Non lo so se si può trattare un bambino così.
Secondo me no, anche se non sono tanto piccolo non mi si può trattare così perché alla fine io ho solo sei anni e non sono alto e mi possono succedere delle cose brutte nella vita.
Quando mi sono svegliato per andare a fare l'inconoscimento che facevo finta che non lo sapevo che andavamo a fare l'inconoscimento, le vecchie schifose mi avevano preparato un agguato con l'acqua per fare il bagno e quasi ci cascavo nel loro trucco da aliene!
Io il bagno non me lo faccio. Nella vasca mi posso pure affogare! Non è come la doccia. La doccia è come se piove e invece il bagno è come la piscina dove ti puoi annegare subito. Il bagno è pericolosissimo. Mi sono venute così tante furie che alla vecchia, quella più cicciona che si vede che è un po' il capo degli alieni, tipo un colonnello o un generale, io a quella cicciona gli ho dato un morso sulla faccia che mi ha subito lasciato e le è uscito tutto il sangue anche a lei.
Papà ha sentito che la vecchia urlava ed è venuto subito e aveva la faccia tutta brutta e mi ha preso su, ma non in braccio, mi ha tirato su come la busta della spesa e io gli ho cominciato a dare i calci. Papà mi ha detto che la dovevo smettere e che ora bastava e mi ha tolto il costume da Invisble SuperGuy e mi ha chiuso dentro il bagno.
Ha detto che mi faceva uscire solo se mi lavavo, che andava bene anche se facevo la doccia ma che mi dovevo lavare bene, anche dietro le orecchie e vicino alle caviglie che viene sempre tutto lo sporco marrone lì.
A me mi sono venute tutte le lacrime ma senza che piangevo.
Ho svuotato la vasca e dopo, quando era tutta vuota, mi sono fatto la doccia.
Mi sono lavato anche i capelli con lo shampoo che faceva un odore un po' cattivo, tipo di mela ma peggio.
Mi continuavano a venire tutte le lacrime, ma non piangevo perché erano fatti solo miei che mi venivano le lacrime e poi ormai ho sei anni e i superpoteri.
Adesso io, ho pensato, quando esco dal bagno non gli parlo più a mio padre e rimaniamo per sempre così che non ci parliamo.
Forse ci riparliamo un giorno dopo tanto, come nei film, ma non lo so.
Poi dopo sono uscito e era successa una cosa ancora più terribilissima, la vecchia cicciona per vendicarsi mi aveva lavato il mio costume da Invisible SuperGuy e non me lo potevo rimettere. Vaffanbroccolo!
Sono andato da mio padre e gli ho detto che Vaffanbroccolo, lui era uno stronzo caccoloso e che non mi dovevano prendere il vestito e che Vaffanbroccolo, è mio e nessuno lo può toccare e nessuno mi può più toccare nemmeno a me! Che io adesso non voglio più che qualcuno mi tocca! Gli ho dato tantissimi calci e pugni e spinte ma lui non ha fatto niente anche se gli facevo malissimo che alla fine mi erano andate via tutte le forze e non mi potevo rigeneralizzare perché ero senza costume. Papà alla fine, quando mi sono fermato, mi ha preso in braccio, non come la busta della spesa ma proprio in braccio, e mi ha detto che dovevo stare tranquillo, che passava tutto. Ma io ci stavo tranquillo, se la vecchia non mi aspettava per farmi l'intradimento del bagno, io ci stavo già tranquillo.
Papà mi ha detto che ci potevamo portare via il costume, che lo tenevamo in macchina e appena si asciugava me lo rimettevo.
Io sono andato subito a prenderlo e ho guardato malissimo tutte le vecchie che le volevo sparare se avevo ancora la pistola a Raggi Alfa!
Non lo so se si può trattare un bambino così.
Secondo me no, anche se non sono tanto piccolo non mi si può trattare così perché alla fine io ho solo sei anni e non sono alto e mi possono succedere delle cose brutte nella vita.
martedì 7 giugno 2011
Aujourd'hui pas d'école!
La mia personale classifica di Miti è stata, senza ombra di dubbio, rivista e aggiornata ieri.
Ho trovato una coppia che ha rubato il primo posto a Mr SonoCanadese...
Lui sessantenne e più, motociclista con bandana, orecchini, tatuaggi e maglietta dei Rolling Stones.
Lei filippina, quarantenne con maglietta degli AC/DC.
Erano in metro, lui le aveva appena regalto una Ape Maia alta un metro e con le ali di plastica trasparente.
Sembravano molto innamorati e usciti da un film americano di Wenders.
Ieri il mio insegnante di francese non c'era così abbiamo fatto festa con gli altri compagni di classe e siamo andati in un locale vicino alla scuola.
Ho scoperto un sacco di cose interessanti sul Giappone grazie ai racconti di Ayumi, mi ha parlato della timidezza dei giapponesi e di riflettere dentro e da soli invece che all'esterno e del loro dover tutto imparare in fatto di manifestazioni.
giovedì 2 giugno 2011
Citron
Nelle ultime 24 ore siamo arrivati a Paris.
Siamo stati a lezione di francese.
Abbiamo fatto la spesa.
Ho nuotato.
Sono stata alla biblioteca del Beaubourg dove però poi c'era un problema e sono dovuta andare via.
Ho mangiato da poco un muffin gusto Citron che credo mi abbia avvelenato visto i crampi alla pancia.
Ho risposto alle mail ricevute durante lo spostamento e organizzato gli impegni della prossima settimana.
Fra poco devo attraversare la piazza dell'Hotel de Ville e c'è un sacco di gente non so a fare cosa.
Oggi qui è festa, ma non della repubblica, oggi è Pentecoste.
Fra mezz'ora un rapido giro in libreria e poi un aperitivo.
Un rilassante apertivo.
martedì 31 maggio 2011
On se va partir mais on se va changer aussi
Oggi si parte e per una volta tutto sembra diverso dopo i ballottaggi di ieri.
Lo prendo come un ottimo auspicio di cambiamento, di viaggio, di vita.
Lo prendo come un ottimo auspicio di cambiamento, di viaggio, di vita.
giovedì 26 maggio 2011
28. Sogni Brutti
Mi era venuto tutto l'inagitamento per questa cosa che dovevo andare con papà a vedere Vik che anche se non me lo aveva detto io lo sapevo lo stesso.
Quando mi sono addormentato ho fatto tutti sogni brutti e pure che nonno era diventato uno zombie e mi veniva a cercare per invendicarsi che lo avevo ucciso con la mia pistola a Raggi Alfa.
Nonno era bruttissimo. Più bruttissimo della foto e aveva una maglietta con le paperelle gialle disegnate sopra che anche io ce l'avevo quando ero ancora piccolo e ci dormivo oppure mamma me la metteva quando mi veniva la febbre.
Mi è venuto subito il sospetto che la maglietta fosse la mia e che me l'avesse rubata senza permesso.
Nonno era cattivissimo dentro il sogno e io dovevo tutto scappare nella città, che era enorme e piena di trappole, per non farmi trovare.
A una certo punto mi sono pure nascosto dentro i barattoli della spazzatura e ci sono rimasto tantissimo ma poi è venuto un gatto che quella era la sua casa e me ne sono dovuto andare.
Il gatto mi dava un sacco fastidio e era tutto ciccione e pure se era un gatto ringhiava come i cani cattivi.
Nonno stava sempre lì che mi aspettava fuori dal barattolo della spazzatura e io allora mi sono arrampicato su un palazzo altissimo fatto con tutti i vetri ma che c'erano delle scale che si poteva salire da fuori senza entrare dentro. Quando sono arrivato sul tetto c'era tutta la luce bellissima che stava venendo il tramonto e tutto era diventato rosa e viola e blu scuro, solo che dopo, all'improvviso nonno, che era rimasto giù si è messo a volare velocissimo anche se era uno zombie e gli zombie camminano male che sono lenti e non volano.
È venuto pure lui sul tetto e mi ha detto che non dovevo fare così, che adesso ci pensava lui e che si riprendeva il trenino di legno che mi aveva regalato. Io gli ho detto che non mi fregava niente e che mi faceva proprio schifo quel coso e che ci potevamo mettere d'accordo che lui se lo riprendeva e dopo non si voleva più invendicare di me.
Nonno però ha la testa come le mattonelle i dentro e non vuole ragionare mai e infatti non vuole ragionare neanche da morto e mi vuole buttare di sotto al palazzo con i vetri.
Allora io gli ho detto Va bene buttami di sotto, ma ridammi la maglietta con le papere gialle! Ma lui non me l'ha ridata perché ha la siccità dentro.
Allora io gli ho dato un SuperCalcio che gli ho fatto malissimo perché quando hai i SuperPoteri dopo ti vengono anche nel sogno.
La maglietta era la mia e anche se non me la metto più la rivoglio, non è giusto che se la prende mio nonno che è morto ed è diventato uno zombie!
Poi lui mi è venuto vicino e faceva odore da vecchio e mi ha dato una spinta fortissima che io ho chiuso gli occhi e quando gli ho riaperti e stavo tutto precipitando dal palazzo e andavo velocissimo e mi è venuta tutta la paura nelle gambe dietro la schiena che se sbattevo per terra mi facevo malissimo.
Per fortuna dopo mi sono svegliato e non sono più caduto.
Era ancora notte e allora mi sono rimesso a dormire ma per sicurezza ho preso la canna da pesca che era di papà quando era piccolo e l'ho messa vicino al letto.
Così se torna nonno che è uno zombie gliela posso dare in testa e lui non mi fa più niente.
Quando mi sono addormentato ho fatto tutti sogni brutti e pure che nonno era diventato uno zombie e mi veniva a cercare per invendicarsi che lo avevo ucciso con la mia pistola a Raggi Alfa.
Nonno era bruttissimo. Più bruttissimo della foto e aveva una maglietta con le paperelle gialle disegnate sopra che anche io ce l'avevo quando ero ancora piccolo e ci dormivo oppure mamma me la metteva quando mi veniva la febbre.
Mi è venuto subito il sospetto che la maglietta fosse la mia e che me l'avesse rubata senza permesso.
Nonno era cattivissimo dentro il sogno e io dovevo tutto scappare nella città, che era enorme e piena di trappole, per non farmi trovare.
A una certo punto mi sono pure nascosto dentro i barattoli della spazzatura e ci sono rimasto tantissimo ma poi è venuto un gatto che quella era la sua casa e me ne sono dovuto andare.
Il gatto mi dava un sacco fastidio e era tutto ciccione e pure se era un gatto ringhiava come i cani cattivi.
Nonno stava sempre lì che mi aspettava fuori dal barattolo della spazzatura e io allora mi sono arrampicato su un palazzo altissimo fatto con tutti i vetri ma che c'erano delle scale che si poteva salire da fuori senza entrare dentro. Quando sono arrivato sul tetto c'era tutta la luce bellissima che stava venendo il tramonto e tutto era diventato rosa e viola e blu scuro, solo che dopo, all'improvviso nonno, che era rimasto giù si è messo a volare velocissimo anche se era uno zombie e gli zombie camminano male che sono lenti e non volano.
È venuto pure lui sul tetto e mi ha detto che non dovevo fare così, che adesso ci pensava lui e che si riprendeva il trenino di legno che mi aveva regalato. Io gli ho detto che non mi fregava niente e che mi faceva proprio schifo quel coso e che ci potevamo mettere d'accordo che lui se lo riprendeva e dopo non si voleva più invendicare di me.
Nonno però ha la testa come le mattonelle i dentro e non vuole ragionare mai e infatti non vuole ragionare neanche da morto e mi vuole buttare di sotto al palazzo con i vetri.
Allora io gli ho detto Va bene buttami di sotto, ma ridammi la maglietta con le papere gialle! Ma lui non me l'ha ridata perché ha la siccità dentro.
Allora io gli ho dato un SuperCalcio che gli ho fatto malissimo perché quando hai i SuperPoteri dopo ti vengono anche nel sogno.
La maglietta era la mia e anche se non me la metto più la rivoglio, non è giusto che se la prende mio nonno che è morto ed è diventato uno zombie!
Poi lui mi è venuto vicino e faceva odore da vecchio e mi ha dato una spinta fortissima che io ho chiuso gli occhi e quando gli ho riaperti e stavo tutto precipitando dal palazzo e andavo velocissimo e mi è venuta tutta la paura nelle gambe dietro la schiena che se sbattevo per terra mi facevo malissimo.
Per fortuna dopo mi sono svegliato e non sono più caduto.
Era ancora notte e allora mi sono rimesso a dormire ma per sicurezza ho preso la canna da pesca che era di papà quando era piccolo e l'ho messa vicino al letto.
Così se torna nonno che è uno zombie gliela posso dare in testa e lui non mi fa più niente.
lunedì 23 maggio 2011
Les Fleurs
Mi stanno anche quest'anno per nascere i denti del giudizio.
I due che ho almeno.
Ogni tanto ci provano, mi fanno malissimo, non ci riescono a spuntare e tornano al loro posto, sotto le gengive.
I semi dei fiori che piacciono alle farfalle hanno per ora prodotto delle piantine molto belle ma senza fiori.
Forse anche i fiori sono come i miei denti del giudizio, non riescono bene a nascere e sono indecisi.
Chissà se le piante provano dolore quando nascono i fiori.
sabato 21 maggio 2011
J'habite au 35 mais l'assassin il habite au 21
Poi ho capito che non era proprio arrabbiato con le zucchine ma con il cartellino sopra che indicava il prezzo e la provenienza. Il signore diceva Bravi e dove ce lo avete il sole in romagna per far crescere le zucchine, eh?! Poi si è allontanato verso il banco dei salumi.
Volevo dirgli che insomma, le serre stanno un po' ovunque e che magari le zucchine non erano biologiche oppure eco-compatibili come va di moda dire adesso, ma che erano buone lo stesso.
Poi mi sono ricordata che a Bologna ho capito che, specie sul cibo, emilia e romagna non vanno molto d'accordo e ho pensato che il signore fosse emiliano.
Stasera abbiamo visto il primo film di Clouzot, L'assassin habite au 21 ed era bellissimo, con dei dialoghi ottimi e velocissimi specie nei primi tre quarti d'ora e la protagonista con un cappello a forma di quaglia, anzi un cappello con sopra una quaglia imbalsamata.
venerdì 20 maggio 2011
J'adore Dover
Oggi mi sono ricordata che da piccola mi piacevano molto le bolle di sapone e quando mia madre lavava i piatti speravo sempre ne finissero un po' sul bordo del lavello.
Dopo mi mettevo lì con un sacco di pazienza e cercavo di attraversarle con la punta di un coltello.
Era lo stesso periodo in cui io, fosse stato per me, non avrei mangiato che vasetti di Dover, che dopo, da grande, quando sono andata a Dover mi aspettavo di trovarci anche il formaggio e un po' ci sono rimasta male che non c'era.
giovedì 19 maggio 2011
Ville fantôme
Ho un nuovo desiderio, un tour del mondo delle città fantasma... oggi per sbaglio ho trovato un sito molto documentato per l'argomento e mi sono ovviamente subito appassionata.
Mi è stato fatto notare che potrebbero essere dei luoghi pericolosi, senza autorità... ma io sono tendenzialmente anarchica e questo potrebbe non essere un problema... ma se poi ci sono i topi, se peggio ci sono i topadilli?
No, ai topadilli non potrei resistere.
Mi viene ancora l'ansia quando ci penso.
mercoledì 18 maggio 2011
En case de bonheur
Quando dopo un mese di assenza tornerò a lezione e sbaglierò il primo imperfetto il mio insegnante, aka la Signorina Rottermaier, non sarà per nulla contento e di conseguenza neanche io.
Basta! Da domani si ricominciano a studiare i verbi con serietà, per stasera però c'è ancora il mio bellissimo romanza rosa da finire.
In Francia, ho scoperto, la letteratura rosa, detta da loro sentimentale, va un sacco.
Io adoro la letteratura sentimentale.
Vorrei scrivere Harmony per, se non proprio il resto della mia vita, i prossimi dieci anni.
martedì 17 maggio 2011
Topadillo
Stanotte ho avuto un incubo terribile.
Ero ospite a casa di sconosciuti che avevano come animale domestico un Topadillo, un incrocio biondo e peloso fra un topo e un armadillo gigante.
Era orribile e pieno di pidocchi!
Io ho la fobia dei ratti e da oggi ho la fobia dei Topadilli!
Nel sogno non facevo altro che pensare Per fortuna che è grosso e lento, posso scappare e correre più veloce di lui ma poi lo mettevano a dormire nella mia stanza che era anche la sua tana.
Dormire con un Topadillo è diventata la cosa più orrbile al mondo per me!
Ero ospite a casa di sconosciuti che avevano come animale domestico un Topadillo, un incrocio biondo e peloso fra un topo e un armadillo gigante.
Era orribile e pieno di pidocchi!
Io ho la fobia dei ratti e da oggi ho la fobia dei Topadilli!
Nel sogno non facevo altro che pensare Per fortuna che è grosso e lento, posso scappare e correre più veloce di lui ma poi lo mettevano a dormire nella mia stanza che era anche la sua tana.
Dormire con un Topadillo è diventata la cosa più orrbile al mondo per me!
lunedì 16 maggio 2011
27. Il Forno con le onde
Qui a San Vito il forno con le onde non c'è e allora non posso chiedere tante cose che chiedo a casa.
A Bolzano, se per esempio non mi piace la cena perché mamma l'ha fatta cattiva io posso chiedere se si possono mettere le patate nel forno con le onde e dopo cinque minuti sono tutte pronte e le mangio. Oppure posso farci mettere le pizze surgelate e loro pure in cinque minuti sono cotte.
Quando mamma non c'è perché sta facendo le trapanazioni ai pazienti, papà mi ci fa mettere pure le polpette che compriamo all'ikea nel forno con le onde.
Mamma non vuole che mangio tante polpette con la marmellata rossa e la salsa con la panna perché dice che alla fine, dice così Alla fine è tutto gianfud. Gianfud non sapevo bene che vuol dire allora quando l'ho chiesto mi hanno detto che Gianfud è una cosa buona ma che fa male e che tanti cibi Gianfud sono quelli che si mettono nel forno con le onde come quelli che c'erano quando siamo andati in america.
I forni con le onde si chiamano così perché hanno le onde che sono una cosa come i Raggi Alfa di Invisble SuperGuy e tutto si cucina subitissimo e se non stai attento che metti le onde troppo forti si carbonizza tutto.
Adesso che siamo rimasti per questa cosa che il nonno ce lo hanno portato via mi piacerebbe essere a casa con mamma anche se lei mi fa venire tutte le furie.
Con mamma potrei usare il forno con le onde e invece adesso mi fanno mangiare sempre tutte le cose che cucinano le vecchie aliene vestite di nero.
Cucinano cose con dei nomi che non si capiscono, sono forse dei piatti alieni che loro mangiano nel loro pianeta. Ieri mi hanno detto Mangia il pane panello, mangia! Proprio come se ero piccolo e poi non era pane e poi sono grande e non è che devono dire le filastrocchie per farmi mangiare. Se io voglio, non mangio! Decido da solo per tutto ormai. Mi sono venuti i SuperPoteri ma qui se lo ricorda solo papà perché ha l'intelligenza e non è alieno anche se a lui il pane panello gli piace un sacchissimo e ieri sera lo ha ripreso tre volte!
Papà mi ha detto che domani andiamo via per un giorno, andiamo solo io e lui, ma non andiamo a casa nostra. Andiamo da un'altra parte e che poi domani me lo spiega bene quando andiamo.
Tanto io lo so dove andiamo perché l'ho letto nella lettera di Missy e poi ho sentito che papà lo diceva dentro il telefono con la mamma che andiamo a fare il riconoscimento di Vik.
Papà ha visto che lo guardavo e mi ha passato mamma per salutarla e lei, non lo so, mi ha detto che mi voleva sempre bene e io mi sono un po' commossionato e mi veniva da piangere pure se non mi ero fatto male o non ero triste.
A Bolzano, se per esempio non mi piace la cena perché mamma l'ha fatta cattiva io posso chiedere se si possono mettere le patate nel forno con le onde e dopo cinque minuti sono tutte pronte e le mangio. Oppure posso farci mettere le pizze surgelate e loro pure in cinque minuti sono cotte.
Quando mamma non c'è perché sta facendo le trapanazioni ai pazienti, papà mi ci fa mettere pure le polpette che compriamo all'ikea nel forno con le onde.
Mamma non vuole che mangio tante polpette con la marmellata rossa e la salsa con la panna perché dice che alla fine, dice così Alla fine è tutto gianfud. Gianfud non sapevo bene che vuol dire allora quando l'ho chiesto mi hanno detto che Gianfud è una cosa buona ma che fa male e che tanti cibi Gianfud sono quelli che si mettono nel forno con le onde come quelli che c'erano quando siamo andati in america.
I forni con le onde si chiamano così perché hanno le onde che sono una cosa come i Raggi Alfa di Invisble SuperGuy e tutto si cucina subitissimo e se non stai attento che metti le onde troppo forti si carbonizza tutto.
Adesso che siamo rimasti per questa cosa che il nonno ce lo hanno portato via mi piacerebbe essere a casa con mamma anche se lei mi fa venire tutte le furie.
Con mamma potrei usare il forno con le onde e invece adesso mi fanno mangiare sempre tutte le cose che cucinano le vecchie aliene vestite di nero.
Cucinano cose con dei nomi che non si capiscono, sono forse dei piatti alieni che loro mangiano nel loro pianeta. Ieri mi hanno detto Mangia il pane panello, mangia! Proprio come se ero piccolo e poi non era pane e poi sono grande e non è che devono dire le filastrocchie per farmi mangiare. Se io voglio, non mangio! Decido da solo per tutto ormai. Mi sono venuti i SuperPoteri ma qui se lo ricorda solo papà perché ha l'intelligenza e non è alieno anche se a lui il pane panello gli piace un sacchissimo e ieri sera lo ha ripreso tre volte!
Papà mi ha detto che domani andiamo via per un giorno, andiamo solo io e lui, ma non andiamo a casa nostra. Andiamo da un'altra parte e che poi domani me lo spiega bene quando andiamo.
Tanto io lo so dove andiamo perché l'ho letto nella lettera di Missy e poi ho sentito che papà lo diceva dentro il telefono con la mamma che andiamo a fare il riconoscimento di Vik.
Papà ha visto che lo guardavo e mi ha passato mamma per salutarla e lei, non lo so, mi ha detto che mi voleva sempre bene e io mi sono un po' commossionato e mi veniva da piangere pure se non mi ero fatto male o non ero triste.
Iscriviti a:
Post (Atom)
L'autre
L'autre est toujours plus riche, intelligent, beau, séduisent que moi. Mieux élevé, hébergé, habille, employé. L'autre est...

-
Ho comprato un nuovo taccuino. Immagino il giorno in cui tutto sarò diverso. In cui un po' Terzani e un po' Kapuściński farò le...
-
Una gazza ghiandaia ancora giovane stamattina si è allontanata dal parco per venirci a trovare. Sul nostro davanzale, fra le piante, ha man...